Rottamazione cartelle Equitalia: attenzione alle scadenze

03 aprile 2017 ore 10:47, Luca Lippi
la rottamazione delle cartelle Equitalia è molto conveniente, ma bisogna fare bene i conti e fare massima attenzione alle scadenze che, oltre essere brucianti, sono un'arma a doppio taglio. L’esecutivo, con la proroga al 21 aprile, ha puntato tutto sull'incremento degli introiti attesi alla luce del gran numero di richieste arrivate finora. Rimane uguale per tutto il resto. Ricordiamo quali cartelle si possono rottamare e come rottamarle. Possono essere rottamate le cartelle che abbiano data compresa tra il 2000 e il 2016, nonché le multe stradali (anche il bollo auto). La rottamazione concede il beneficio fiscale per il quale il contribuente moroso è risollevato dal pagamento di sanzioni e interessi di mora. 

COME ADERIRE
Il contribuente può aderire alla rottamazione utilizzando il Modulo DA1, per via telematica (Fisconline o Entratel) o tramite intermediario abilitato (anche i Caf). La data di scadenza entro la quale presentare la richiesta di rottamazione è il 31 marzo 2017, in proroga fino al 21 aprile secondo quanto ipotizzato in apertura.
Per chi ha già in corso una procedura di rimborso agevolata, come per ogni atto giuridico, è possibile effettuare la rinuncia alla definizione agevolata per cui si è proposta istanza. Tuttavia, ciò è possibile solo nel caso in cui la dichiarazione di rinuncia pervenga in sostituzione della richiesta di adesione in ogni caso entro il 31 marzo 2017: dopo la scadenza per la presentazione dell’istanza, non sarà più possibile rinunciare alla rottamazione cartelle.

EQUIPRO
Con un comunicato stampa del 16 marzo Equitalia ha informato di avere avviato il progetto EquiPro, la nuova area riservata all’interno del portale di Equitalia, destinata ai professionisti per gestire al meglio cartelle, avvisi, rate e scadenze dei loro clienti. EquiPro, destinato ad oltre 20 categorie professionali, associazioni e ordini, tra cui:
-commercialisti,
-consulenti del lavoro,
-avvocati tributaristi,
-centri di assistenza fiscali (Caf),
Questo portale riservato consente di eseguire direttamente dal proprio pc, smartphone o tablet, tutte le operazioni utili per conto dei loro assistiti, anche quelle relative alla definizione agevolata.
Entrando nell’area riservata del portale di Equitalia, gli intermediari e i loro incaricati abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, possono:
-visualizzare on line la situazione debitoria (cartelle di pagamento emesse dal 2000)
-visualizzare i piani di rateizzazione dei loro clienti,
-utilizzare una serie di funzionalità operative.
In particolare possono pagare cartelle e avvisi, ottenere la rateizzazione e trasmettere istanze di rateizzazione per importi fino a 60mila euro o di sospensione legale della riscossione. Sempre per conto dei propri assistiti, i professionisti possono anche trasmettere dichiarazioni per aderire alla definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, un provvedimento che ad oggi ha raggiunto quota 440 mila domande di adesione

Rottamazione cartelle Equitalia: attenzione alle scadenze

COME FUNZIONA EQUIPRO
L’intermediario o l’incaricato abilitato per poter accedere all’Area riservata del portale di Equitalia deve essere già abilitato al servizio Entratel dell’Agenzia delle entrate e alla funzione denominata “servizi on-line Equitalia”. Inoltre gli intermediari devono necessariamente ricevere la delega dai loro assistiti ai nuovi servizi. La modalità di attribuzione e accettazione delle deleghe prevede tre passaggi fondamentali:
-l’intermediario abilitato (o suo incaricato) deve entrare nell’Area riservata agli intermediari EquiPro con le credenziali di Entratel dell’Agenzia delle entrate o tramite Smart Card (Carta Nazionale dei Servizi), accedere alla sezione “Gestione deleghe” e accettare il regolamento con le “Condizioni generali di adesione” al servizio che ha validità quattro anni;
-il contribuente (delegante) deve entrare nell’Area riservata ai cittadini con le sue credenziali e accedere alla sezione “Delega un intermediario”, prendere visione delle "Condizioni generali di adesione" ai servizi web e indicare il codice fiscale dell’intermediario abilitato che desidera delegare. La delega, che potrà essere revocata  in qualsiasi momento, ha una validità di due anni;
-l’intermediario abilitato (o suo incaricato), sempre nella sezione “Gestione deleghe”, deve accettare la delega ricevuta.
In alternativa a queste modalità, grazie alla cooperazione tra i sistemi informatici degli intermediari e di Agenzia delle entrate con EquiPro, la delega può essere conferita anche in modo tradizionale recandosi presso le sedi degli intermediari.

COME ADERIRE PER TUTTI
Il contribuente può aderire alla rottamazione utilizzando il Modulo DA1, per via telematica (Fisconline o Entratel) o tramite intermediario abilitato (anche i Caf). La data di scadenza entro la quale presentare la richiesta di rottamazione è il 31 marzo 2017, in proroga fino al 21 aprile secondo quanto ipotizzato in apertura.
Per chi ha già in corso una procedura di rimborso agevolata, come per ogni atto giuridico, è possibile effettuare la rinuncia alla definizione agevolata per cui si è proposta istanza. Tuttavia, ciò è possibile solo nel caso in cui la dichiarazione di rinuncia pervenga in sostituzione della richiesta di adesione in ogni caso entro il 31 marzo 2017: dopo la scadenza per la presentazione dell’istanza, non sarà più possibile rinunciare alla rottamazione cartelle.

COME INTEGRARE O CORREGGERE I DATI
Nel caso in cui si voglia integrare o correggere i dati già inviati a Equitalia ai fini della definizione agevolata dei debiti pendenti, sarà sufficiente inviare una dichiarazione integrativa dei carichi pendenti da rottamare, sempre entro il 31 marzo 2017, in proroga al 21 aprile, senza la necessità di ripresentare la formale richiesta di adesione.

COME ADERIRE ALLA ROTTAMAZIONE CON PROCESSO TRIBUTARIO IN CORSO
L’unico modo per aderire alla rottamazione cartelle esattoriali, nel caso in cui gli stessi debiti pendenti siano anche oggetto di processi tributari non ancora conclusi risiede nella rinuncia agli atti da parte del ricorrente. Tuttavia, è bene valutare attentamente la convenienza dell’azione da condurre: certamente, viste le tempistiche processuali, la definizione agevolata permetterebbe al contribuente di ottenere una pronta risoluzione della controversia fiscale.

COME ADERIRE IN CASO DI PIANO DI RATEIZZAZIONE IN CORSO
In caso di piano di rateizzazione in corso, è possibile ottenere la definizione agevolata delle cartelle pendenti solo dietro pagamento dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016, le cui rate abbiano avuto scadenza fino al 31 dicembre 2016. Dopo l’adesione, rimane sospeso il pagamento delle rate dell’anno 2017, fino al termine per il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione.

LE RATE
Le rate entro le quali è possibile dilazionare l’importo complessivo agevolato sono 5: si può pagare con i bollettini Rav precompilati inviati da Equitalia nel numero di rate richieste con il modello di dichiarazione, purché si rispettino le date di scadenza riportate sulla comunicazione. In caso di pagamento in un’unica rata, la scadenza è fissata a luglio 2017.
Si può pagare con la domiciliazione bancaria (se richiesto nel modello di dichiarazione) oppure in banca, anche con il proprio home banking, agli uffici postali, nei tabaccai, tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul sito www.gruppoequitalia.it, con la App Equiclick o direttamente agli sportelli di Equitalia.
Il contribuente che non paghi anche solo una rata, o lo faccia in misura ridotta o in ritardo, perderà i benefici della definizione agevolata previsti dalla legge ed Equitalia riprenderà le attività di riscossione. Gli eventuali versamenti effettuati saranno comunque acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.
N.B. Nonostante il contribuente perda i benefici fiscali della rottamazione, a causa del ritardo o del mancato pagamento di rata o di importo totale, è possibile riprendere i versamenti sulla base del vecchio piano di dilazione, a condizione che, prima della presentazione della dichiarazione di adesione, non vi sia stata decadenza da tale dilazione.

ATTENZIONE AL RITARDO NEI PAGAMENTI
Il rischio principale per i contribuenti che aderiscono alla rottamazione senza aver prima fatto i dovuti calcoli di convenienza è quello di pagare le rate previste in ritardo.
Il primo motivo, ed è già una ragione più che valida, consiste nel fatto che la definizione agevolata non ammette ritardi, e dunque chi non paga le rate in tempo viene escluso dal beneficio. Questo vuol dire, ovviamente, che il contribuente sarà obbligato a di dover pagare nuovamente tutte le sanzioni e gli interessi di mora da cui era stato esonerato per effetto della rottamazione.
Ma ancora più grave, oltre che meno noto, è il fatto che si può tornare al piano di rateazione originariamente concesso solo in caso di ritardo nel pagamento della prima rata della rottamazione. I contribuenti che non rispettano i termini di anche solo una delle rate successive perdono anche il diritto alla vecchia rateazione.

TERMINI DI PAGAMENTO E RATE
Stabiliti quali sono i termini per l’adesione alla definizione agevolata e i rischi che si corrono in caso di ritardo nei pagamenti, vediamo adesso le scadenze delle rate della rottamazione.
Le somme dovute a Equitalia potranno essere pagate in cinque rate divise tra il 2017 e il 2018. È bene sapere, tuttavia, che i versamenti delle rate dovranno coprire il 70% dell’importo totale nel 2017 e solo il 30% nel 2018. Nello specifico:
-la prima rata (luglio 2017) dovrà coprire il 24% della somma;
-la seconda rata (settembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
-la terza rata (novembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
-la quarta rata (aprile 2018) interesserà il 15% del dovuto;
-la quinta rata (settembre 2018) dovrà coprire infine il restante 15% della somma.
Anche in questo caso, quindi, conviene consultarsi con uno specialista e decidere per tempo se si sarà materialmente in grado di pagare un quarto dell’intera somma entro il prossimo luglio e oltre i due terzi entro novembre 2017.

LE ADESIONI
La scelta di chiedere i cinque pagamenti è quella che va per la maggiore proprio per ammortizzare nel massimo arco temporale consentito il piano di pagamento. La fotografia scattata da Equitalia si sofferma sulle prime 400mila adesioni. Il 68% (quindi poco più di due su tre) ha come indicazione il pagamento del debito in 5 rate, mentre il 26,6% in una sola. Il resto ha optato per le 3 rate (2,2% del totale), mentre la scelta delle quattro e delle due rate fa registrare all’incirca la stessa percentuale (1,6%). Delle 63.920 adesioni arrivate dal Lazio è del 71% la percentuale di chi ha chiesto le 5 rate, mentre in Lombardia è stato il 65,4% (le adesioni lombarde al momento sono quasi 60mila). I cinque appuntamenti piacciano soprattutto in Campania dove l’opzione per il massimo delle rate possibili è stato scelto da quasi il 76% dei 42.515 contribuenti che hanno inviato la domanda di adesione.

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autore / Luca Lippi
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