Pd: Rossi, Emiliano e Speranza chiedono il congresso. Perché Renzi non lo vuole

30 gennaio 2017 ore 13:29, Americo Mascarucci
La minoranza Dem marca stretto il segretario Matteo #Renzi affinchè si giunga in tempi rapidi al #congresso. L’ultimo a scendere in campo è stato ieri il Governatore della Puglia Michele #Emiliano il quale si è anche proposto come possibile candidato unico anti-Renzi. Perchè in verità se l'obiettivo di defenestrare l'ex Premier è pressoché univoco, il fronte Dem anti-Renzi appare al momento molto frastagliato con almeno tre candidati in lizza: Roberto Speranza sostenuto dai bersaniani, il Governatore della Toscana Enrico Rossi che si è candidato spontaneamente e che potrebbe raccogliere il consenso dell'area più a sinistra del Pd, e appunto Emiliano sostenuto dai dalemiani.
"Si può perfino arrivare alle carte bollate per obbligarlo a fare il Congresso – ha detto Emiliano attaccando di fronte all'annunciata chiusura di Renzi che ha ribadito come la conta si farà rispettando i tempi statutari- consiglio vivamente al segretario di iniziare immediatamente la procedura per il congresso perché se non lo fa è in una tale difficoltà politica che rischia di uscirne assolutamente azzerato come soggetto legittimato a guidare il partito. E a quel punto - aggiunge - mi auguro ci possa essere una unica candidatura alternativa a quella del segretario uscente. Se capisco che questa candidatura può essere utile e incarnata da me, non ho nessun problema".
Pd: Rossi, Emiliano e Speranza chiedono il congresso. Perché Renzi non lo vuole

Parole che ovviamente hanno avuto lo stesso valore di una miccia azionata per far deflagrare tutto. I renziani dal canto loro hanno risposto a stretto giro appellandosi alle regole. 
"Caro Emiliano a norma di statuto il congresso del Pd si tiene a dicembre. Sarebbe buona norma sapere come funzionano le regole prima di parlare" fa sapere Ernesto Carbone beccandosi subito le reprimende della minoranza che ha ricordato come, per consentire a Renzi di candidarsi alla segreteria, le regole furono “cambiate ad hoc”. 
Insomma le regole esistono, vanno rispettare, ma nulla vieta che, in caso di necessità, si possano anche "strappare".
Ma ovviamente a Renzi in questo momento conviene tutto fuorché un congresso anticipato, visto che l’obiettivo dell’ex Premier è quello di andare a votare al massimo in autunno, quindi prima del congresso di dicembre.
In questo modo il segretario avrebbe campo libero nella composizione delle liste elettorali, che potrebbe blindare per ritagliarsi una maggioranza nei futuri gruppi parlamentari.  
Dalle parti della minoranza hanno ben compreso che l’obiettivo di Renzi è votare prima del congresso con il rischio che, appunto, sia lui a fare le liste, riducendo al minimo gli spazi per gli avversari.
Un conflitto di interessi divergenti destinato a gettare sempre più benzina sul fuoco. 
Il tutto mentre sta prendendo sempre più forza la scissione guidata da Massimo D’Alema con la nascita del movimento “Consenso”. Al momento un movimento di opinione rivolto ad allargare il campo del Pd a sinistra, ma che per le modalità di radicamento sul territorio assomiglia tanto alle prove generali di un nuovo partito. 
Emiliano potrebbe essere proprio l'uomo in grado di evitare la scissione dalemiana visto che da sempre è in stretti rapporti con l'ex segretario. Ma D'Alema non è ben visto nemmeno fra la minoranza Dem soprattutto da Bersani che in occasione del referendum costituzionale si è trovato costretto a virare verso il No dopo settimane di tentennamenti proprio per non lasciare campo libero a "baffino" e appaltare a lui il successo del No targato Dem. 
Ancora meno adesso può permettersi di far monopolizzare a D'Alema la battaglia per lo "sfondamento a sinistra". 

caricamento in corso...
caricamento in corso...