Povia "razzista" per colpa di "Immigrazia", ma più fans che critiche

31 luglio 2017 ore 11:45, Americo Mascarucci
Probabilmente le polemiche le ha già messe in conto, visto che ogni sua canzone è destinata a "destare scandalo". Lui è Povia il cantante odiato dal mondo Lgbt per il suo "Luca era gay, ora ama lei" che gli è valsa l'accusa di omofobia. Stavolta i rapporti fra persone dello stesso sesso non c'entrano nulla, la pietra dello scandalo è l'immigrazione. Povia canta quello che molti pensano ma che nessuno dice per paura di incorrere nella scomunica del politicamente corretto. Ma lui che del politicamente corretto non si è mai curato, quello che sull'immigrazione non si può dire lo ha messo in musica.
Povia 'razzista' per colpa di 'Immigrazia', ma più fans che critiche

LA CANZONE
Povia ha pubblicato su Facebook un video intitolato "Immigrazia" con il quale illustra la sua visione sul tema dell'immigrazione. "Immigrazia è una follia voluta da chi vuole che tu vada - canta Povia - Nel frattempo l’immigrato mentre tu stai sulla sedia piano piano lui si insedia. Nel frattempo l’immigrato con l’aiuto del governo si prende il nostro posto e si prende pure il padreterno. Gli immigrati di domani saranno i nuovi italiani. Ma se dici queste cose sei soltanto un incivile".
Ma la frase che ha fatto scandalo è quella in cui Povia afferma: "Mentre fissi il lampadario, ti fregano il salario. Ma non è mica colpa loro, c’è un disegno molto chiaro, il potere veterano con la scusa del razzismo vuole fare fuori l’italiano". 
Povia insomma sembra sposare le teorie di quanti, e non sono certamente pochi, ritengono che dietro il flusso migratorio si nasconda in realtà il tentativo di sostituire la società italiana ed occidentale Inevitabili quindi le polemiche di quanti non sopportano che si affermino certe teorie in nome dell'unico verbo imposto dal pensiero unico, ossia il dovere dell'accoglienza. 
Guai a dire che gli immigrati vengono fatti sbarcare in massa per ragioni economiche legate all'esigenza di importare "nuovi schiavi", persone cioè da impiegare a basso costo e senza diritti. E guai a dire che con l'immigrazione si sta cercando di uccidere la civiltà occidentale  e che a manovrare i fili sono in realtà lobby occulte (ma non troppo) che da sempre tentano di condizionare i destini dell'umanità. 
Le considerazioni di Povia hanno scatenato polemiche a raffica: tanti i commenti negativi, ma non meno quelli positivi di incoraggiamento nei confronti di un'artista che sempre più spesso parla il linguaggio scomodo di chi dice quello che molti pensano, ma che molti hanno paura di dire. Salvo poi gioire quando ad affermare certi principi sono altri che il coraggio ce l'hanno, anche a costo di beccarsi scomuniche e anatemi di ogni tipo. 
"Lo squadrismo 2.0 del politicamente corretto si organizza pubblicamente sul web contro #Povia. Squadracce di emeriti c...." scrive un sostenitore. Un altro aggiunge: "Povia ha fatto centro". E un altro ancora: "Apro Twitter e tutti contro gli immigrati. Scrive uno una canzone contro d loro.. mo è razzista.. ma va va".
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