Le proposte post-referendum (dalla maggioranza): da Speranza a Boccia e Librandi

05 dicembre 2016 ore 10:22, intelligo
Al voto? Non è detta. Le opinioni sono contrastanti e la maggioranza, quella che si è spaccata dalla linea Renzi e quella che gli è rimasta fedele, dice la sua. Sicuramente inizia una fase politica nuova per tutti e Matgtarella sarà il grande regista del dopo Renzi. Partiamo l'ex capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza che ai microfoni di skyTg24, risponde a chi gli chiede se ora si andrà al voto entro maggio: "Prima serve una legge elettorale, capace di ricostruire la divisione che c'è stata per il referendum". Così vuole salvare il salvabile: "Oggi il Pd è meno fragile, perché si può dire che la vittoria del no non è solo della destra".
Le proposte post-referendum (dalla maggioranza): da Speranza a Boccia e Librandi
Poi una riflessione sul numero di elettori che sono andati alle urne, ci pensa Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera: "Quando vota quasi il 70% degli italiani aventi diritto è innanzitutto una grande dimostrazione di vitalità del Paese; l'Italia e gli italiani hanno dimostrato di voler decidere". Su TeleNorba commenta l'esito del referendum: "Indipendentemente dal risultato è indubbio che spaccare il Paese sulla Costituzione è stato un grave errore - aggiunge il deputato dem - . 
Per quanto riguarda il Pd "invece in questo momento serve umiltà e unità" dice e si augura che "nella direzione  non ci siano limiti di tempo, treni da prendere o impegni d'altro genere. Serve ora la politica in grado di ascoltare anche chi la pensa diversamente", conclude Boccia.

Poi uno sguardo ai mercati: ''Indipendentemente dal risultato e dalle divisioni tra i diversi gruppi parlamentari, dobbiamo dare un messaggio di compattezza del Paese. Domani riaprono i mercati e il messaggio deve essere chiaro: l'Italia è un Paese solido e lo Stato è in grado di intervenire laddove sia necessario un intervento, a partire dalle banche, dalla finanza e da tutti gli snodi in cui il nostro Paese potrebbe subire speculazioni''. Chiede "nervi saldi" invece Gianfranco Librandi, deputato del Gruppo 'Civici e innovatori' e imprenditore di successo.
La sua analisi sfocia proprio in una appello a perseguire un cammino unitario ora: "Il voto degli italiani va sempre rispettato, anche quando non è quello voluto. Resta però l'amarezza per un'occasione mancata per imprimere al nostro Paese una accelerazione nel processo decisionale e nel taglio dei costi della politica. Ora spero che tutte le forze politiche, sia quelle che hanno sostenuto il sì che quelle per il no, mantengano i nervi saldi e lavorino a soluzioni condivise". 
autore / intelligo
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