Legge elettorale, con gli emendamenti novità su collegi e capilista blindati

05 giugno 2017 ore 15:34, Americo Mascarucci
Comincia a prendere corpo la nuova legge elettorale sulla base dell’accordo raggiunto fra Partito Democratico, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Lega Nord. Accordo che al momento sembra tenere senza grossi problemi nonostante alcune sottili divergenze di vedute. La commissione Affari Costituzionali ha ripreso i lavori con l'esame degli emendamenti e dei subemendamenti ma appare ormai chiaro che si andrà incontro ad un sistema tedesco "annacquato" all’italiana. Infatti nelle ultime ore sembra che si siano fatti strada diversi correttivi rispetto alla bozza originaria, soprattutto nella parte riguardante i collegi uninominali. 
Legge elettorale, con gli emendamenti novità su collegi e capilista blindati

LE NOVITA' - Se aveva fatto molto discutere il fatto che il maggioritario fosse soltanto di facciata, dal momento che la vittoria nei collegi uninomali non garantiva l’elezione a tutto vantaggio dei listini proporzionali bloccati, ecco che la formula è stata completamente stravolta. Il maggioritario assume più potere (ma non troppo) perché la nuova bozza sembra stabilire prima l’elezione sicura dei vincitori nei collegi e poi l’ingresso dei nominativi del listino. 
I collegi uninomali saranno però ridotti, da 303 scenderanno a 225 e seguiranno il modello dell'ex Mattarellum per il Senato.  In questo modo si eviterebbero i capilista blindati e le candidature plurime che incontravano molte resistenze nel Pd.  
I partiti più piccoli hanno però criticato  l'emendamento chiedendo in Commissione affari costituzionali una relazione tecnica del governo sostenendo che rispetto al 1993 sarebbero cambiate le dimensioni demografiche dei vari collegi. Il presidente della Commissione Andrea Mazziotti ha sospeso la seduta ed ha convocato l'ufficio di presidenza per cercare di trovare una intesa su come procedere. Resta confermato il No al voto disgiunto che invece è previsto dal sistema tedesco. Non si potrà votare un partito diverso da quello d'appartenenza del candidato del collegio uninominale che si è scelto. E su questo aspetto c'è anche chi ha evidenziato possibili rischi di incostituzionalità dal momento che si imporrebbe di fatto una scelta all'elettore. Infatti in questo modo si depotenzierebbe comunque il ruolo del maggioritario a discapito dello strapotere dei partiti che legherebbero di fatto le mani all'elettorato. Questo perché i partiti si troverebbero a scegliere tanto il candidato nei collegi uninominali che i listini proporzionali bloccati senza lasciare all'elettore grandi possibilità di manovra. 

DUBBI DI COSTITUZIONALITA' - A sollevare dubbi di costituzionalità fra le righe è  il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervistato da Repubblica, che senza troppi giri di parole avverte: "Io non ne parlo. Il mio ruolo mi impedisce di entrare nello specifico. Sento solo il dovere di richiamare tutti a una grande attenzione: non vorrei che dopo due sonore bocciature per incostituzionalità ce ne potesse essere una terza".  Parole buttate lì per caso? Conoscendo Grasso difficile credere che abbiamo parlato a vuoto. 

#leggeelettorale #novità #capilista 

caricamento in corso...
caricamento in corso...