Sembrava un taglio ai vitalizi, è una riabilitazione per i condannati

05 luglio 2017 ore 10:41, Luca Lippi
Tre ex deputati, che ne avevano perso i diritti a causa di una condanna in via definitiva per reati gravi, potranno riavere il vitalizio dal momento che hanno ricevuto la riabilitazione dal Tribunale. Si ritorna a parlare di vitalizi, ma stavolta non per togliere ma per concedere. I tre ‘ex’ sono Massimo De Carolis, Massimo Abbatangelo e Giuseppe Astone che, dopo la decisione dei rispettivi giudici, hanno fatto richiesta per tornare a godere del trattamento pensionistico. L’ufficio di presidenza le ha accolte in base a una precedente delibera.
Sembrava un taglio ai vitalizi, è una riabilitazione per i condannati
Massimo Abbatangelo, ex deputato MSI, fu accusato della strage del rapido 904 (23 dicembre 1984): ergastolo in primo grado, assoluzione in appello e sei anni di condanna in cassazione per detenzione di esplosivo. Nel 2015 l’ufficio di presidenza di Montecitorio gli aveva revocato il vitalizio che gli è stato concesso di nuovo in questi giorni a poco più di un anno dalla richiesta di riabilitazione, con tanto di arretrati e con aumento, per un totale di 5.600 euro mensili.
Giuseppe Astone, ex deputato DC, condannato a 5 anni e 10 mesi, dopo la revoca nel 2015 ha ricevuto ieri la riabilitazione a meno di un anno dalla domanda: per lui un vitalizio mensile di 5.200 euro netti, anche in questo caso con arretrati.
Massimo De Carolis, anche lui ex DC, condannato a 2 anni e 8 mesi, dopo un anno dall’istanza di ravvedimento, ieri si è visto riammettere tra gli aventi diritto per il vitalizio con una cifra di poco più di 3000 euro mensili.

Come è stato possibile ottenere nuovamente il vitalizio - Questo è possibile grazie ad una via d’uscita che di fatto scavalca le condanne in caso di riabilitazione confermata dal tribunale. 
Il regolamento approvato nel maggio 2015 non ammette interpretazioni: il vitalizio viene revocato ai parlamentari che vengono condannati in via definitiva a pene superiori ai due anni. Tuttavia, sempre nello stesso regolamento, al comma 3 dell’articolo 1 si legge che tali disposizioni non vengono applicate nel caso in cui, “in base agli articoli 683 del codice di procedura penale, 178 e 179 del codice penale”, il tribunale di sorveglianza riconosca il ravvedimento dei parlamentari una volta terminata la pena.

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autore / Luca Lippi
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