Tagli e cuci UniCredit, 3900 esuberi ma 2 mila assunzioni: è “Trasform 2019”

06 febbraio 2017 ore 13:00, Luca Lippi
Unicredit ha deciso di ridurre i costi fissi operando un maxi taglio del personale. Ha raggiunto l'accordo con i sindacati sui 3.900 esuberi previsti in Italia dal piano "Transform 2019".
Gli esuberi saranno gestiti con piani di pre-pensionamento su base volontaria attraverso l'accesso al Fondo di solidarietà del settore finanziario. Per garantire un ricambio generazionale, Unicredit si è impegnata ad assumere 1.300 giovani durante i prossimi tre anni.
Con questa intesa, spiega il gruppo bancario, si completa, “in modo positivo e socialmente responsabile, la fase di negoziati con le organizzazioni sindacali dei Paesi (Italia, Germania e Austria) nei quali il piano strategico della banca prevede riduzioni di personale. Sulla base di questi accordi, l'attuazione di quanto previsto dal piano per gli assetti occupazionali del gruppo è definita e certa”.
La banca ha dato disponibilità a definire insieme ai sindacati nuove politiche “di equilibrio vita/lavoro ed è stato delineato un nuovo quadro di percorso di carriera per i ruoli principali della Banca Commerciale”.
A fronte del raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di riduzione del personale, Unicredit si è impegnata a non attivare ulteriori piani di esuberi nel periodo 2017/2019, anche al fine di creare nel personale senso di stabilità e fiducia.

Tagli e cuci UniCredit, 3900 esuberi ma 2 mila assunzioni: è “Trasform 2019”

Nel dettaglio
Sono durate quattro anni le trattative con i sindacati e sono state ininterrotte, l'accordo sul piano industriale "Trasform 2019" del Gruppo Unicredit. Il Segretario nazionale Fabi. Mauro Morelli e Stefano Cefaloni, Coordinatore Fabi Unicredit, il sindacato dei bancari  commentano: "E' un accordo, raggiunto dopo una trattativa durissima, che guarda al futuro e valorizza i lavoratori in un'ottica di netta discontinuità col passato e oggi possiamo dire che azienda e dipendenti scommettono insieme sul rilancio del Gruppo. E' stata infatti respinta l'impostazione inziale dell'azienda che puntava unicamente a una drastica riduzione dell'occupazione. Abbiamo ottenuto la garanzia che verranno mantenuti i livelli occupazionali stabiliti nel piano almeno per i prossimi tre anni, oltre 2.000 nuove assunzioni, un impegno esigibile sulle pressioni commerciali a tutela dei dipendenti. Dopo sei anni, sono inoltre stati sbloccati i percorsi di carriera con un nuovo accordo sugli inquadramenti". 
L'accordo nello specifico prevede 1.300 nuove assunzioni, 600 stabilizzazioni di lavoratori con contratto d'apprendistato e un turn over di uno a 3 nella assunzioni in caso di decessi, licenziamenti o dimissioni che porterà il saldo dei nuovi ingressi a oltre 2 mila; 
-3.900 uscite volontarie e incentivate entro il primo semestre del 2024; 
-riequilibrio del contributo aziendale sulla cassa sanitaria di gruppo, con trattamenti uguali per tutti i lavoratori:
-premio aziendale di 800 euro se si sceglie la formula welfare;
-600 euro di premio se si sceglie la formula in contanti:
-definizione di un nuovo accordo sugli inquadramenti; 
-garanzia occupazionale che nel triennio il gruppo non procederà alla dichiarazione di nuovi esuberi. 
E' stata, infine, istituita una commissione bilaterale sulle pressioni commerciali con l'individuazione di un referente aziendale che interverrà in maniera concreta, su segnalazione, in caso di comportamenti lesivi della professionalità e della dignità dei lavoratori.
autore / Luca Lippi
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