Dj Fabo, oggi la difesa di Cappato: "Aiuto al suicidio, norma fascista"

06 luglio 2017 ore 11:09, intelligo
Tocca alla difesa di Marco Cappato accusato di aiuto al suicidio per la morte di Dj Fabo. Nei giorni scorsi sia la Procura che la difesa hanno depositato una memoria in cui chiedono al gip di valutare se trasmettere alla Consulta gli atti per sollevare la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 580 del codice penale, quello che punisce chiunque aiuti "in qualunque modo" il suicidio senza tenere conto di casi come quello del dj milanese. 
Dj Fabo, oggi la difesa di Cappato: 'Aiuto al suicidio, norma fascista'
DIFESA: L'avvocato Massimo Rossi,
legale di Marco Cappato, parlando ai giornalisti al termine dell'udienza davanti al gip di Milano che si è riservato 7 giorni per decidere sull'archiviazione del tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, ha dichiarato: "Marco Cappato ha esercitato il dovere di aiutare una persona che voleva esercitare un diritto costituzionalmente garantito a una vita dignitosa e quindi a un fine vita dignitoso". Lo ha spiegato . La norma del codice penale in merito all''aiuto al suicidio', ha sottolineato il legale, è ispirata "a un periodo storico del nostro Paese, il Ventennio fascista in cui, vigendo un regime totalitario, l'ispirazione è che la vita delle persone appartenesse allo Stato". "Oggi c'è una carta costituzionale successiva a quel periodo e le condotte vanno inquadrate in modo diverso, costituzionalmente compatibile", ha infine aggiunto. Ma attenzione: se il giudice decidesse di archiviare il caso "perché oggi la norma va interpretata in modo costituzionalmente compatibile", nel senso che "io che aiuto una persona" a esercitare un diritto, "noi saremmo soddisfatti"

CONCLUSIONI: Insomma alla fine solo quattro sono le possibili decisioni: l'archiviazione (desiderata), imputazione coatta per Cappato, richiesta di ulteriori indagini o invio degli atti alla Consulta. 


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