Allarme spread: cosa fare per proteggere il proprio risparmio

08 febbraio 2017 ore 12:58, Luca Lippi
#Allarme #spread, il rendimento del Btp decennale cala al 2,3%. È necessario rivedere le strategie di investimento in questi strumenti finanziari per non perdere reddito? La causa che sta determinando la risalita dello Spread è riconducibile all’incertezza politica,  preoccupa la situazione in Francia (dichiarazioni di Marine Le Pen, uscita dall'euro, dalla Ue e dalla Nato). Preoccupa anche il contesto finanziario e insieme a diversi fattori si sta determinando un allargamento dello spread (differenziale di rendimento) tra il Btp a 10 anni e il Bund tedesco portandolo al di sopra dei 200 punti base (+2%): ieri la chiusura è stata a quota 198.
Già da diverso tempo molti #risparmiatori si sono rifugiati nei titoli di stato che offrono garanzie maggiori e rendimenti (seppure limati al ribasso) comunque sicuri. L’unico problema con l’allargamento dello Spread è la volatilità che aumenta. 
L’aumento della volatilità determina variazioni di prezzo dei titoli di stato, soprattutto quelli con scadenze piuttosto ravvicinate, e in questi casi i risparmiatori meno esperti tendono ad abbandonare le posizioni vendendo per arginare le perdite (comunque molto limitate).
Inutile esortare a non farsi prendere dal panico, è comprensibile “la paura” specialmente in chi non è padrone della dinamica finanziaria. Di certo la Bce vigilerà e non farà deragliare le quotazioni oltre certi livelli. C’è da considerare che questa crisi appare destinata a rientrare in un arco di tempo ragionevole (ci sono precedenti noti che rassicurano in questo senso).

Allarme spread: cosa fare per proteggere il proprio risparmio

Tuttavia, allo scopo di offrire una via di uscita adeguata per dormire sonni più tranquilli, è bene aumentare un pò la scadenza media dei titoli in portafoglio,
Attenzione però, è opportuno considerare che la china negativa non è stata avviata dallo spread; coloro che hanno in portafoglio soltanto Bot, Ctz, Cct e Btp o, al massimo, Etf e fondi obbligazionari governativi euro, stanno registrando in questi giorni perdite tra lo 0,4% e l'1,0%. È però altrettanto opportuno valutare che da circa sei mesi questa tipologia di titoli continua a perdere: tra agosto 2016 e oggi gli Etf e i fondi di categoria accusano perdite di valore tra l'1 e il 9% (per i prodotti specializzati sui titoli di stato a lunga scadenza). 
Comunque, in attesa degli interventi della Bce è bene posizionarsi su scadenze minime di cinque anni in modo da sfruttare il rialzo dei prezzi nelle prossimi settimane.
Nel caso si verificasse una persistenza della tensione finanziaria, allora considerare l’inserimento di qualche titolo a tasso variabile potrebbe essere una soluzione, come lo è posizionarsi sui Btp legati all'inflazione europea (scadenza 2021 2022) che dovrebbero registrare performance migliori alla media anche in un contesto di instabilità.
Si possono valutare investimenti adeguati al periodo anche diversificando sulle valute, o addirittura andare a rischiare su fondi in yen o franchi svizzeri che fingono da valute rifugio, ma bisogna essere particolarmente attenti al momento di uscita come a quello di entrata.
In conclusione, il Btp decennale è al 2,38%, lo spread balla intorno ai 200 punti. Non siamo di fronte ad un aumento dei tassi legato alla ripresa, ma a un risveglio speculativo per l’apertura della campagna elettorale francese e per l’imminenza di un nuovo possibile brutto voto all’Italia da parte di Moody’s. considerare le spese di vendita e di riacquisto prima di operare qualunque scelta, e se non siete degli speculatori professionisti, è bene affidarsi alle cure di un consulente autonomo senza farsi prendere troppo dal panico.

autore / Luca Lippi
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