Ocse: su le stime Pil per l'Italia, ma è fanalino di coda in Ue

08 marzo 2017 ore 14:14, Luca Lippi
Le stime di crescita del Pil per l’Italia migliorano, ma a parte la variazione esiziale, quello che resta un elemento di forte criticità è il rapporto dell’Ocse ha posizionato l’Italia come fanalino di coda tra le maggiori economie. La crescita del paese e troppo lenta e non riesce a superare l’1% che, stando alle previsioni, rimarrà stabile fino al 2018, confermandosi il livello più basso fra i maggiori paesi.
Nell’Interim Outlook Ocse si legge che lacrescita dovrebbe rimanere solida in Germania, ma continuerà a passo più lento in Italia e in Francia”. 

I RISCHI
Tra i rischi legati alla troppa lentezza della crescita a livello globale, l’Ocse menziona “la sconnessione fra i mercati finanziari e l’economia reale”, i tassi di interesse, infine l’incertezza sulle politiche economiche e commerciali.
Nonostante le ammonizioni, secondo gli economisti francesi nell’Eurozona c’è spazio di manovra per iniziative di bilancio maggiormente ambiziose e più efficaci.
La diseguaglianza a livello di reddito è un altro tasto dolente, il 10% della popolazione più povera è ancora troppo lontano dal recuperare i livelli precedenti alla crisi economica, mentre il 10% più ricco ha già superato quel tetto.

Ocse: su le stime Pil per l'Italia, ma è fanalino di coda in Ue

ISTAT
Gli economisti italiani sono di avviso contrario rispetto all’Ocse, nella nota mensile sulla salute del nostro paese hanno dichiarato infatti che “per i prossimi mesi il livello dell’indicatore anticipatore continua a segnalare prospettive di moderato miglioramento dell’attività economica”.

DA NON DIMENTICARE
La dinamica del Pil in Italia è piuttosto anomala. la sua eventuale crescita da anni non è più legata a una reale crescita dei consumi. 
In Italia la crescita del Pil non significa benessere economico. La spiegazione è elementare; il Pil in Italia è formato oggi per almeno il 50% dalla spesa delle pubbliche amministrazioni, per un 25% circa dai settori produttivi (agricoltura e pesca, manifatturiero in senso stretto, edilizia). Il restante sono i servizi (alberghi, commercio, comunicazioni, professioni, ecc).
Quando cresce è perché a crescere è la spesa che viene finanziata prevalentemente con le tasse gravanti sui servizi e sulle attività produttive e, quando ciò non basta, con il debito pubblico.

#Ocse #Pil #Italia 

autore / Luca Lippi
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