Volkswagen dice No a Fca: ora Marchionne aspetta Mueller

09 marzo 2017 ore 10:17, Luca Lippi
Volkswagen volta le spalle a Fiat Chrysler Automobiles, nonostante il numero uno di Fca avesse avanzato il desiderio di proporre un tavolo di intesa per future collaborazioni.
Ieri Volkswagen  ha respinto in modo netto l'idea di una fusione con Fiat Chrysler  avanzata martedì da Marchionne. Matthias Mueller, a margine del salone dell'auto di Ginevra, ha dichiarato: "Non siamo pronti per colloqui su nulla.Sono mesi che non vedo Marchionne. Abbiamo altri problemi".
E allora Marchionne, sempre martedì e sempre a margine del salone di Ginevra ha dichiarato che l'operazione Peugeot-Opel va nella giusta direzione, in quanto contribuirà a ridurre i costi di produzione e creerà pressioni al leader europeo Volkswagen  per difendere il proprio posizionamento sul mercato, facilitando dunque eventuali colloqui con Fca . 
Da Mediobanca arriva anche l’analisi degli effetti Psa-Opel sul mercato dell’auto, secondo gli analisti "L'effetto è positivo per avere un miglior pricing. Quando si compra Opel, che è in perdita, e ci si aspetta di portarla a un ebit margini del 2-4-6% significa che non si sta pensando ai prezzi attuali, ma piuttosto ad alzarli", per questo motivo VW sarebbe il partner ideale, se non fosse coinvolta nel dieselgate. "Mentre i contrasti personali potrebbero essere risolti, considerando che Marchionne lascerà nel 2019".
In sostanza, potremmo trovarci di fronte a un ‘ping pong’ di dichiarazioni artefatto allo scopo di deviare l’attenzione su un futuro riassetto strategico del settore. In effetti, dal punto di vista geografico, "Fca  e Vw sono complementari e non è un mistero che la casa tedesca sia interessata ad Alfa Romeo e Maserati", hanno osservato a Equita. Anche gli analisti di Banca Imi ritengono VW l'unica valida alternativa a General Motors visto che sembra altamente complementare con Fca .

Volkswagen dice No a Fca: ora Marchionne aspetta Mueller

Il mercato europeo dell'auto non crescerà quest'anno come nel 2016 e sta scontando una maggior pressione sui prezzi. Secondo il responsabile del gruppo Fca  per l'Europa, Altavilla, quello che preoccupa di più in alcuni mercati è la crescente pressione competitiva sui prezzi, "speriamo che sia stato un fenomeno dei primi mesi dell'anno e che non sia un inversione di tendenza. E' presto per dirlo". 
Il manager ha citato, in particolare, l'Inghilterra, "il mercato peggiore di tutti" che, dopo la Brexit, ha conosciuto un crollo dei prezzi ingiustificato: "ci sono flotte che vengono aggiudicate con percentuali di sconto ridicole, anche del 40%. Noi stiamo intenzionalmente perdendo qualche punto di quota di mercato: non ho assolutamente alcuna intenzione di combattere con quegli sconti".
In ogni caso a uscire vincente, secondo Altavilla, è la strategia di Fca : "Ancora una volta si dimostra che più ti radichi nei segmenti premium e più respiri e riesci a tenere la testa fuori da certe zone della battaglia dei prezzi. Riteniamo che la nostra strategia consenta di arrivare a una profittabilità strutturale, proprio perché basata su segmenti, marchi e automobili che danno profitti interessanti". Al contrario il mass market "è un mercato molto complicato. La Tipo è una macchina per noi molto profittevole, ma questo non è vero purtroppo per tutte le macchine del segmento", mentre "la famiglia 500 è tutta premium, è su fasce di prezzo più alte della media".
Nel frattempo c'è soddisfazione per il numero di ordini raccolti dalla Alfa Romeo Stelvio nelle prime due settimane di lancio ("meriterebbe un brindisi") e, al traino, la casa del Biscione ha segnato ieri anche il record di ordini in un giorno per la Giulia, "segno che l'effetto traino dello Stelvio si sta verificando, il che era esattamente quello che speravamo, anche se in questo momento c'è l'entusiasmo della presentazione. Non voglio generalizzare ma siamo veramente contenti", ha affermato Altavilla.
Fiat Chrysler  Automobiles si appresta a fornire risposte alle organizzazioni sindacali sulla questione di Pomigliano d'Arco dopo l'annuncio di martedì di Marchionne dell'intenzione di trasferire la produzione della prossima generazione della Panda all'estero, forse in Polonia, per lasciare spazio produttivo a vetture di marchi premium come Alfa Romeo, Maserati o Jeep.
Tra l'altro Fca  ha già iniziato la progettazione della nuova generazione dell'utilitaria con l'obiettivo di concluderla "in tempo per uscire entro il 2020" sul mercato, quindi già l'anno prossimo. 
Quanto al possibile arrivo in Campania di un modello Jeep, per Altavilla "il dottor Marchionne è stato estremamente chiaro: Pomigliano farà vetture premium. I nostri brand premium globali sono i famosi tre che conoscete perfettamente: Alfa, Maserati e Jeep. Sceglieremo all'interno di questi tre brand".

#Fca #Volkswagen #Fusione
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...