Che fine ha fatto e cosa fa Maurizio Mattioli

09 ottobre 2017 ore 10:01, intelligo
Maurizio Mattioli,  per certi versi, è un nostalgico. Nostalgico della sua Roma di tanti anni fa, e ne parla sempre con piacere. Ricorda quando, da bambino, al bar del Pino, in via Francesco Cherubini, zona Monte Mario dove viveva con la famiglia, suo padre, suo zio e altri amici si sfidavano in lunghe partite a carte mentre lui e i suoi amichetti osservavano o giocavano a pallone sognando un giorno di diventare campioni della Roma… Ancora oggi, ogni tanto, Maurizio fa un giro per il suo quartiere ma senza arrivare mai fino a via Cherubini perché ha timore di vedere tutti i cambiamenti che gli anni trascorsi avranno inevitabilmente portato, guastando così i suoi bei ricordi.  
Maurizio Mattioli nasce a Roma il 3 giugno del 1950, e fin da ragazzino mette in mostra le sue doti di intrattenitore e di comico. 
Che fine ha fatto e cosa fa Maurizio Mattioli
CARRIERA
Racconta barzellette a grandi e piccini, ed è così bravo che non si riesce a non ridere con lui anche quando la storiellina è debole. Intanto, nella sua amata Roma, nel 1965, Pier Francesco Pingitore fonda il Bagaglino, compagnia di varietà destinata a raccogliere un successo storico nel corso degli anni.  E’ destino che Maurizio Mattioli incontri la compagnia, ne rimanga folgorato mentre, e venga accolto a braccia aperte dagli altri comici per recitare con loro in Crème Caramel, Saluti e baci, Bucce di banana, Champagne! Ma prima di questo c’è  l’ingresso di  Maurizio Mattioli  nel mondo del cinema, che lo vede interprete negli anni a venire di una miriade di film, per lo più in pellicole di serie B. Che non si tratti di opere d’arte, per Maurizio non è un gran problema perché nel frattempo si è sposato, ha avuto due bambine e deve pur mantenere la famiglia. Il film di debutto è la pellicola di Mariano Laurenti Patroclooo!... e il soldato Camillone, grande grosso e frescone del 1973, che lo vede indossare i panni di un soldato assieme a Pippo Franco, Piero Vida, Pupo De Luca, Luciana Turina, Adriana Facchetti e Giorgio Bracardi. Da quel momento in poi, sarà una presenza fissa di poliziotteschi e commedie scollacciate a sfondo militare. Nel 1978 lavora accanto ad Alida Valli in Porco Mondo, e subito dopo ha anche la soddisfazione di ottenere una piccola parte nel film Sogni d’oro (1981) di Nanni Moretti.
Nel 1982 è al cinema accanto a Monica Vitti e Ugo Tognazzi nella pellicola Scusa se è poco, e diventa anche la spalla preferita di noti attori comici come Christian De Sica, Boldi e soprattutto di Leo Gullotta, Oreste Lionello e Pippo Franco, questi ultimi che poi ritroverà in TV quando arriveranno i tempi degli show del Bagaglino in prima serata con grandissimo successo di pubblico e le sue indimenticabili parodie i Bill Clinton accompagnato dalla piccola “Cessa Clinton”. 

FILM 
Comunque, gli anni ’80 sono per Mattioli una continuazione di pellicole cinematografiche recitate a ritmi lavorativi impressionanti. Tra le tantissime, ricordiamo  Ricchi, ricchissimi... praticamente in mutande, regia di Sergio Martino (1982);   Quella peste di Pierina, regia di Michele Massimo Tarantini (1982);  W la foca, regia di Nando Cicero (1982);  Più bello di così si muore, regia di Pasquale Festa Campanile (1982); Assassinio al cimitero etrusco, regia di Sergio Martino (1982);  Porca vacca, regia di Pasquale Festa Campanile (1982);   Scusa se è poco, regia di Marco Vicario (1982);  Fuori dal giorno, regia di Paolo Bologna (1982);  Sfrattato cerca casa equo canone, regia di Pier Francesco Pingitore (1983);  Razza violenta, regia di Fernando Di Leo (1984);  Due strani papà, regia di Mariano Laurenti (1984);  Casa mia casa mia..., regia di Neri Parenti (1988);  Le finte bionde, regia di Carlo Vanzina (1989); e infine  Fratelli d'Italia, regia di Neri Parenti (1989), destinato a diventare un vero cult. Il film è ad episodi, e Mattioli è nell’episodio con Massimo Boldi, dove interpreta un tifoso romanista (“romanaro” come dice lo stesso Boldi) tratteggiando un personaggio davvero divertentissimo. 
Anche il 1990 si apre con due pellicole. La prima è Tre colonne in cronaca, regia di Carlo Vanzina (1990), liberamente tratto da un romanzo di Corrado Augias e Daniela Pastri, la seconda è Rossini!Rossini! per la regia di Mario Monicelli, del 1991 con un cast di grande rilievo, composto da Philippe Noiret, Claudio Gora e Vittorio Gassman.  Seguono mini serie TV di grande successo, come Stazione di servizio (1989), Classe di ferro 2 (1991) e il suo spin off Quelli della speciale (1992).  L’incontro tra Maurizio Mattioli e Stefano Reali rappresenta per l’attore un giro di boa nella carriera, che lo porta sempre più a lavorare per la TV e a diventare un beniamino del grande pubblico televisivo. Mattioli è nel cast di Una storia italiana (1992). Lavora con Stefania Sandrelli in Nottataccia (1992), è di nuovo in televisione con il film tv Per amore o per amicizia (1993) e poi sperimenta il teatro con il ruolo di Annibale in "Un paio d'ali" (1997), ma soprattutto con quello di Mastro Titta (ruolo ereditato da Aldo Fabrizi) in un leggendario "Rugantino" (1998 - 2004) che terrà banco per ben tre edizioni, all'interno delle quali affiancherà: Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Simona Marchini ed Edy Angelillo. Partecipa poi a Ladri si nasce (1997) e al sequel Ladri si diventa (1998), passando per il telefilm I misteri di Cascina Vianello e per Ultimo (1998), arrivando a Le ragazze di Piazza di Spagna (1998), Cuori in campo (1998), Anni '50 (1998) e Anni '60 (1999), Tre stelle (1999), La casa delle beffe (2000), Villa Ada (2000, ancora con la Sandrelli), Cuccioli (2002) e La palestra (2003). Nominato al Nastro d'Argento come miglior attore non protagonista per Il pranzo della domenica (2003) assieme a Rocco Papaleo, recita accanto a Valerio Foglia Manzillo e Claudio Bigagli nel simpatico Verso Nord (2004), per la regia dell'amico Reali, in Il lupo di Stefano Calvagna e in Questa notte è ancora nostra (2008), ma continuerà pur sempre a preferire il piccolo schermo con: O la va o la spacca (2004), Un ciclone in famiglia (2005), I colori della vita (2005), I Cesaroni (2006), Domani è un'altra truffa (2006), Piper (2007) e Di che peccato sei? (2007).  Quindi, negli ultimi anni torna al cinema soprattutto nelle commedie di Vanzina e Genovese. Nel luglio 2014 riceve il riconoscimento speciale Leggio d'oro, per essersi distinto nel doppiaggio cinematografico e televisivo in Italia. Del 2015 invece ci sono per lui due fortunati ruoli nei film Le leggi del desiderio di Silvio Muccino,  che si rivelerà un flop al botteghino ma che si aggiudicherà il Ciak d’oro 2015,  e in Fratelli di sangue di Pietro Tamaro.

OGGI
Una gravissima disgrazia si abbatte sulla vita di Maurizio Mattioli. Nel 2014 muore l’amata moglie Barbara che da tempo soffriva a causa di un incidente automobilistico subito 7 anni prima, e che l’aveva lasciata paralizzata. All’epoca l’attore è sul set del film di Muccino, e non rilascia dichiarazioni, preferendo chiudersi in un doloroso silenzio. Lo fa al posto suo il suo addetto stampa Sante Cossentino: “Maurizio ama molto la sua Barbara ed ha preferito vivere con estrema riservatezza gli ultimi momenti e questi mesi più duri”.
Attualmente, il comico romano è sempre impegnato nel suo lavoro. Dal 10 al 22 aprile 2018 sarà impegnato in "E qua so' io" di Giuseppe Manfridi. Mattioli interpreta Fabrizi che racconta se stesso non senza colpi di scena (e di scenette) da teatro di varietà.
Trascorre il suo tempo libero in compagnia delle figlie, dei vecchi amici  tra cui Gigi Proietti con cui ama vedere le partite dell’amata Roma e di una decina di cani a cui lui e suo moglie avevano aperto le porte della bella casa in campagna. 

di Anna Paratore

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