Charlie Gard, oggi è giudizio o pregiudizio. L'appello di mamma Connie

10 luglio 2017 ore 15:43, intelligo
"Per queste malattie molto rare ci sono gli esperti. Spero solo che li ascoltino e ci diano una possibilità": è l'appello della mamma di Charlie Gard, il bambino di pochi mesi a cui medici e i giudici britannici vorrebbero staccare la spina, che ha chiesto ai magistrati che oggi tornano ad esaminare il suo caso di ascoltare i ricercatori del Bambin Gesù e non solo. "Spero che possano vedere che c'è più di una possibilità rispetto a quanto prima si pensasse e spero che si fidino di noi come genitori e si fidino degli altri dottori", ha aggiunto ancora la mamma sfidando i pregiudizi che finora hanno portato il piccolo a un passo dalla morte. Ma evidenze scientifiche ci sono. La speranza c'è che al bambino venga data la possibilità di una cura sperimentale e Connie Yates a Sky News nelle ore che precedono la decisione dell'Alta Corte di Giustizia, prova ad appellarsi contro tutti, anche contro il Great Ormond Street Hospital che è convinto che per il bimbo non ci sia speranza.  La volontà dell'ospedale è quella di permettere ai giudici di esaminare nuove evidenze scientifiche fornite da un team internazionale su un trattamento sperimentale.
Charlie Gard, oggi è giudizio o pregiudizio. L'appello di mamma Connie
SENTENZA: Si attende a momenti la decisione del presidente della sezione minori dell'Alta Corte, Nicholas Francis: lo stesso magistrato che ad aprile ordinò di "staccare la spina" con una prima sentenza che è stata successivamente confermata da altri tre pronunciamenti di diversi tribunali. Sul tavolo il parere favorevole di sette esperti, alcuni dei quali dell'ospedale Bambino Gesù di Roma.  

CASO E POLEMICHE: Tante le pressioni internazionali che la famiglia ha già ringraziato insie,e a tutti coloro che sostengono la causa  tramite il profilo @charliesfight. Anche il Vaticano, Papa Francesco, e Donald Trump, avevano chiesto di non staccare la spina. Addirittura deputati Usa hanno proposto di dare al bambino la residenza in America per provare la cura sperimentale. Domenica i genitori del piccolo, la madre e il padre, Chris Gard, hanno partecipato a una manifestazione all'esterno del Great Ormond Street Hospital, l'ospedale londinese in cui il piccolo è ricoverato. Intanto sono state raccolte più di 350.000 firme, si tratta di una petizione cche chiede di consentire al bambino di viaggiare negli Usa. 

IL CASO DI ASHYA KING: Tra i genitori di Charli e quelli di Ashya, un bambino malato di cancro che nel 2014 fu anche lui al centro di polemiche, è intercorsa una telefonata. Vinsero i genitori in quel caso ee il servizio sanitario britannico (NHS): accettò di trasferirlo a Praga per un protocollo sperimentale contro il suo tumore. Oggi il bimbo ha 8 anni.
autore / intelligo
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