Papa contro la droga: "Un idolo che promette gioia e toglie libertà"

11 gennaio 2017 ore 11:59, intelligo
"Il mondo ci offre tante speranze contraffatte, che invece di darci fiducia e sicurezza, ci strappano la libertà trasformandoci in puri schiavi di esse. Gli idoli, come la droga, ci promettono gioia per rubarci la libertà. Per questo la cura della schiavitù degli idoli consiste innanzitutto nel riconoscerli, nel decidere di liberarcene, nel coraggio di abbandonarli. E soprattutto nel porre la nostra speranza nel vero Dio vivente Gesù Cristo, l'unico salvatore dell'umanità". 
Lo ha detto Papa Francesco durante l'Udienza Generale di oggi.
"È per questo che la Sacra Scrittura ci mette in guardia contro le false speranze che il mondo ci presenta, smascherando la loro inutilità e mostrandone l’insensatezza - ha spiegato Francesco - E lo fa in vari modi, ma soprattutto denunciando la falsità degli idoli in cui l’uomo è continuamente tentato di riporre la sua fiducia, facendone l’oggetto della sua speranza. Ma i profeti e sapienti - ha aggiunto il Papa - insistono su questo, toccando un punto nevralgico del cammino di fede del credente".
"Perché fede è fidarsi di Dio. Chi ha fede si fida di Dio - ricorda Francesco - ma viene il momento in cui, scontrandosi con le difficoltà della vita, l’uomo sperimenta la fragilità di quella fiducia e sente il bisogno di certezze diverse, di sicurezze tangibili, concrete. E allora siamo tentati di cercare consolazioni anche effimere, che sembrano riempire il vuoto della solitudine e lenire la fatica del credere". 

Francesco ha poi aggiunto:
"A noi piacciono gli idoli, ci piacciono tanto! Cerchiamo consolazioni effimere e “pensiamo di poterle trovare nella sicurezza che può dare il denaro, nelle alleanze con i potenti, nella mondanità, nelle false ideologie. A volte, invece, le cerchiamo in un dio che possa piegarsi alle nostre richieste e magicamente intervenire per cambiare la realtà e renderla come noi la vogliamo; un idolo, appunto, che in quanto tale non può fare nulla, impotente e menzognero".
E non è mancato l'ammonimento agli stessi uomini di Chiesa.
"Anche noi, uomini di Chiesa, corriamo questo rischio di trovare degli idoli nella sicurezza che può dare il denaro, nelle alleanze con i potenti, nella mondanità, nelle false ideologie" ha concluso il Pontefice.

 

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