Chiese senza croci in poster: strategia Lidl dalla Grecia a Dolceacqua

11 ottobre 2017 ore 16:24, Americo Mascarucci
Via le croci dai manifesti che riproducono le chiese di Dolceacqua: è la strategia di marketing messa in atto dal supermercato Lidl di Camporosso.  Sulla parete di fronte alle casse è stato affisso un poster del borgo di Dolceacqua da cui però, con un'abile operazione di photoshop, sono state fatte sparire le croci sulla facciata e sul campanile della chiesa di Sant’Antonio Abate. Il sindaco del borgo non ha gradito." Mostrate foto di Dolceacqua che rispecchiano la realtà. Se non volete le croci, piuttosto mettete il castello Doria - ha attaccato Fulvio Gazzola -  Loro dicono che è una campagna nazionale ed europea quella di togliere i segni religiosi. Sono liberi di fare come vogliono, ma non rovinino le foto, basta soltanto cambiare il soggetto".
La giustificazione è sempre la stessa, ossia l'esigenza di non offendere la sensibilità dei clienti di fede non cristiana. Insomma in nome del politicamente corretto si finisce anche per stravolgere i paesaggi? Non potendo rimuovere le chiese che sono elementi essenziali dei borghi italiani e nella maggior parte dei casi addirittura dominano la scena con la loro sontuosità, si eliminano le croci con semplici ritocchi resi possibili dalle nuove e moderne tecniche di design al computer. 
Il paradosso è che quegli stessi clienti che secondo quanto riferito dall'Azienda potrebbero sentirsi offesi dalle croci riprodotte in foto, poi ogni giorno passano regolarmente davanti a decine di chiese presenti nei centri storici delle città, vedendo anche quelle croci che dal vivo nessun photoshop può cancellare (ci pensa direttamente l'Isis nelle città conquistate). 

LE SCUSE
Dalla Lidl è arrivata poi una nota di scuse di fronte alle polemiche innescate dalle parole del sindaco e dall'eco che la vicenda ha avuto sui media: "Ci scusiamo con la popolazione di Dolceacqua come abbiamo già fatto con il sindaco. Nessun calcolo commerciale - precisano - ma soltanto una svista. Come già comunicato al sindaco l’immagine verrà rimossa e sostituita immediatamente". 

I PRECEDENTI
Recentemente sempre la Lidl era finita al centro di polemiche per aver tolto le croci dalle confezioni di cibo greco presenti nei supermercati. A denunciare il caso era stato un consumatore che aveva acquistato prodotti della marca Eridanous. Dalle foto stampate sulle confezioni erano scmparse le croci sulle cupole blu delle chiese delle isole greche che caratterizzano anche lì elemento essenziale del paesaggio. L'uomo aveva scritto alla tv Rtl che aveva chiesto spiegazioni alla catena di supermercati. "Siamo un'impresa che rispetta la diversità e questo desiderio è alla base della scelta adottata per questo imballaggio". 
Un'altra polemica si era innescata a Lugano in merito a i manifesti promozionali della Funicolare del San Salvatore. Anche qui la croce della chiesa in vetta era stata rimossa in seguito ad un ritocco con photoshop. Ma in questo caso le proteste avevano spinto gli autori a rimuovere i manifesti. 

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