Davide come Dj Fabo: in Svizzera con Mina Welby al posto di Cappato

12 aprile 2017 ore 17:05, Americo Mascarucci
"Mina Welby sta accompagnando in Svizzera Davide. Malato di sclerosi multipla dal '93, si è rivolto a me per l'eutanasia. Aiutiamo anche lui". Lo ha scritto su Facebook Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni. Continua quindi la battaglia dell’Associazione Coscioni in favore dell'eutanasia dopo che lo stesso Cappato era stato al centro delle cronache per aver accompagnato a febbraio in Svizzera Dj Fabo per ottenere il suicidio assistito. Stavolta però a condurre il ragazzo verso il luogo prestabilito in cui le sarà praticata la "dolce morte" sarà Mina Welby la vedovo di Piergiorgio che ha ottenuto l'eutanasia in Italia fra mille polemiche di carattere politico e giudiziario.
Davide come Dj Fabo: in Svizzera con Mina Welby al posto di Cappato

IL NUOVO CASO 
A raccontare la storia di David è la stessa Associazione Luca Coscioni.
"Ha deciso di morire perché non vuole più vivere con il dolore addosso e perché ritiene che la sua non sia più una vita da vivere ma una condanna da scontare. Nel 1993 aveva 27 anni e faceva il barista, a un certo punto ha iniziato a non sentire più un lato del corpo. Erano i primi sintomi della sclerosi multipla. Amava il calcio e la musica, aveva tante idee e la forza di realizzarle. Col passare degli anni la malattia è diventata sempre più insopportabile e crudele. Da mesi non riesce più a far nulla, compreso mangiare e dormire. Passa le giornate a letto o in sedia a rotelle, con uno stimolo costante di andare in bagno. Assume farmaci molto forti contro il dolore, più di quindici al giorno, compreso il metadone che ha importanti effetti collaterali – anche se ormai non sono più efficaci. Solo la cannabis terapeutica, fornita dalla regione Toscana, gli dà sollievo. Davide vive con la madre che ha 73 anni e molti problemi di salute, e che lo sostiene nella sua scelta. Parla a fatica, facendo lunghe pause. Sente dolori diversi in tutto il corpo per ventiquattro ore al giorno, senza tregua. Può muoversi sempre meno e qualsiasi movimento, anche il più piccolo gli procura atroci sofferenze. Non vede davanti a sé nessuna prospettiva, da oltre un anno ormai la sua vita è solo sofferenza. Verso la fine del 2016 ha deciso di porre fine per sempre alle proprie sofferenze ricorrendo all'eutanasia, che definisce "una liberazione, un sogno, una vacanza".
Pochi mesi fa Davide ha chiesto alla madre di aiutarlo a farla finita. La donna ha scritto a una clinica svizzera dalla quale però le hanno risposto che per esaudire il suo desiderio serviva la considerevole somma di 9.500 euro. E' allora che Davide ha chiesto aiuto al sito eutanasialegale.it gestito da Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli. Sono loro ad aiutarlo a trovare i soldi necessari, e a organizzare il viaggio, proprio come fecero con dj Fabo. Oggi la partenza insieme a Mina Welby.

LA BATTAGLIA PER L'EUTANASIA 
Marco Cappato dopo aver accompagnato in Svizzera Dj Fabo che qui ha ottenuto il suicidio assistito si è autodenunciato al suo ritorno in Italia: "Se ci sarà l’occasione di difendere davanti a un giudice quello che ho fatto - ha detto - lo potrò fare in nome di principi costituzionali di libertà e responsabilità fondamentali che sono più forti di un codice penale scritto in epoca fascista, che non fa alcuna differenza tra l’aiuto a un malato che vuole interrompere la propria sofferenza e lo sbarazzarsi di una persona di cui ci si vuole liberare, mentre la Costituzione questa differenza la fa". 
Da marzo 2015, mese d'inizio dell'azione "SOS eutanasia" dell'Associazione Luca Coscioni, è stata fornita assistenza informativa a 268 persone presentatesi in forma non anonima, e di queste 3 sono state accompagnate fisicamente. Si tratta di Piera Franchini nel 2012, Dj Fabo e Davide. Una, Domenique Velati è stata aiutata solo economicamente. Nelle risposte, oltre a dare informazioni sulla sospensione delle terapie in Italia, l'associazione che oggi ha accompagnato l'uomo malato di sclerosi multipla in Svizzera, fornisce informazioni, precisa l'associazione, sulle cliniche elvetiche solo a coloro che potrebbero avere i requisiti, fermo restando che saranno poi le cliniche stesse a decidere sulla base della legislazione del paese. 

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