Gay perseguitati e cristiani, trova le differenze anche sui media

12 maggio 2017 ore 11:43, intelligo
Le persecuzioni del 2000. Quali e quante sono, siamo riusciti con le democrazie e lo spirito laico a rendere il mondo migliore, più aperto e libero? Andiamo a vedere i casi e scopriamo che i problemi ci sono, e che riguardano con stupore (anche dei media evidentemente che li ignorano), una precisa categoria: i cristiani. Eppure si parla tanto di gay. 
Lo spunto ce lo ha offerto la forte denuncia alla situazione cecena messa a fuoco tutto ieri dai media. I titoli di articoli e le aperture dei Tg non lasciano spazio ai dubbi: si parla di arresti di decine e decine di presunti omosessuali e ieri hanno raccontato il caso di Yuri Guiana, l'attivista italiano fermato insieme ad altri quattro russi che voleva consegnare due milioni di firme digitali contro il trattamento riservato ai gay in Cecenia. Grazie al perfetto intervento di più forze istituzionali è stato liberato, assistito dal Consolato, e riaccompagnato ora in aeroporto. Giustizia è fatta. 
Ma i cristiani nel mondo come sono trattati? Con la stessa attenzione e sollecitudine? Partiamo dai cristiani in Italia. 
Se per i gay sono arrivate anche le unioni civili con un dato flop poi segnalato da Repubblica con un articolo dal titolo “La frenata delle unioni civili. Solo 2803 sì ad un anno dalla legge, niente corsa alle nozze gay, flop al Sud“, per il mondo cattolico le sconfitte sono state numerose e molto ideologiche. 
Anche il cantante Renato Zero, recentemente ospite da Amici di Maria De Filippi, aveva provato a dire qualcosa e a riflettere su un punto: "T'hanno staccato da tutti i muri, povero Gesù mio". Basta andare a vedere un po' di sentenze,
Gay perseguitati e cristiani, trova le differenze anche sui media
partendo dalla Corte europea per i diritti dell'uomo del 3 novembre 2009
con la sentenza Lautsi v. Italia per capire cosa sta succedendo: in 1º grado di giudizio fu stabilito che il crocifisso nelle aule è "una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e del diritto degli alunni alla libertà di religione", imponendo all'Italia un risarcimento di 5.000 euro per danni morali. Grazie a una battaglia giuridica notevole, questa sentenza fu poi ribaltata in 2º grado il 18 marzo 2011, quando la Grand Chambre, con 15 voti a favore e due contrari, assolse l'Italia: nessuna influenza sugli alunni dell'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Ma 

Campi di concentramento di stile nazista per i gay? Bene cercare di capire e vedere cosa sta succedendo in Cecenia (le accuse sono gravi e da verificare). Nel resto del mondo invece sappiamo cosa accade ai cristiani: imprigionati, impalati, torturati, uccisi. Il più famoso è il caso di Asia Naurin Bibi (più correttamente Aasiyah Naurin Bibi) (1971 circa) che è una donna cristiana cattolica condannata a morte in Pakistan con l'accusa di aver offeso il profeta musulmano Maometto (normale no morire per blasfemia se anche fossero vere le accuse?!). Asia Bibi vive da anni in isolamento in una cella molto piccola e buia manifestando ormai problemi di ordine psicologico. Si denunciano a suo danno, la famiglia sta conducendo una lotta strenua per la sua liberazione, minacce di morte da parte degli integralisti islamici ed in seguito all'uccisione di Osama bin Laden è stata rafforzata la sicurezza intorno alla sua cella. La Commissione pakistana sulla condizione delle donne, costituita nel 2000 per rimuovere le discriminazioni sessuali, ha sostenuto di essere rimasta "scioccata" dalla notizia della condanna a morte e ha chiesto l'immediata liberazione di Asia Bibi: avete mai sentito il Tg di allora averlo raccontato e denunciato aprendo il telegiornale? 
L’ultimo rapporto sulle persecuzioni, relativo al 2016,  è del Center for Study of Global Christianity, fondato alla fine degli anni Cinquanta presso il Gordon-Conwell Theological Seminary di Hamilton, nel Massachussetts. Si parla di 90 mila battezzati uccisi a causa della loro fede (per il battesimo insomma), al ritmo di uno ogni 5,8 minuti. A quando la condanna pubblica e un altrettanto forte battaglia per i diritti di chi si dice cristiano?
Non va meglio neanche ai missionari e a chi veste l'abito religioso anche in America. 
Gay perseguitati e cristiani, trova le differenze anche sui media
Nel dossier pubblicato dall’agenzia vaticana Fides nel 2016 si accertano 28 operatori pastorali cattolici assassinati, la maggior parte in America. Dal 1980 sono 1.112 le vittime.
Come riporta un articolo de La Stampa di Paolo Affatato, "ci sono le suore di madre Teresa trucidate in Yemen. C’è il catechista ucciso in Indonesia come i preti freddati in Messico e il seminarista che ha perso la vita in Nigeria. E c’è padre Hamel, martirizzato nel cuore dell’Europa. Sono rappresentati i diversi continenti, i tanti conflitti e le tensioni politiche e religiose che si registrano alle diverse latitudini, dal Medio Oriente all’Asia orientale, dall’America all’Africa nera, nel dossier che puntualmente l’agenzia vaticana Fides, delle Pontificie Opere missionarie, pubblica alla fine dell’anno, rendendo noto l’elenco degli operatori pastorali cattolici uccisi in modo violento".  
Il 2016 conta alla fine 28 nuovi martiri tra i quali 14 sacerdoti, nove suore, un seminarista, quattro laici. La maggior parte delle vittime si registra nella "apertissima" America.
Con i nuovi dati (le vittime accertate in una lista definita «certamente incompleta»), il conteggio complessivo degli operatori cattolici uccisi nel mondo a partire dal 1980 raggiunge, come riferisce Fides, quota 1.112 vittime.  
"Nel 2016, per l’ottavo anno consecutivo, il numero più elevato si registra in America, mentre è drammaticamente cresciuto il numero delle religiose uccise, che quest’anno sono nove, più del doppio rispetto al 2015», segnala Fides. E la prima causa di morte violenta non è, come alcuni potrebbero pensare, il l’estremismo islamico ma, in un trend che si conferma chiaro negli ultimi anni, sono «tentativi di rapina o di furto, compiuti anche con ferocia, in contesti che denunciano degrado morale, povertà economica e culturale, violenza come regola di comportamento, mancanza di rispetto per i diritti umani e per la vita stessa" come riportato da La Stampa.  
E' o no un Olocausto a pezzetti questo?

Ma c'è la libertà religiosa garantita dagli Stati "democratici" direte voi. Neanche più quello è vero. 
Su 196 Paesi presenti alle Nazioni Unite (teoricamente sono Stati che si riconoscono in valori laici comuni), Fulvio Scaglione sull'Inkiesta riporta che ben "102 impediscono in modo più o meno violento ai cristiani di praticare liberamente la loro fede. E meno metà di quei 102 sono Paesi a maggioranza islamica. D’altra parte, conferma Open Doors, al primo posto nella persecuzione c’è l’ateistica Corea del Nord, al quindicesimo l’induista India, al diciassettesimo il buddista Vietnam, al diciottesimo il Kenya che è di maggioranza cristiana, proprio come l’Etiopia che è al ventiduesimo posto".
Siamo ancora sicuri che è laicità che garantisce tutti? 
O garantisce i suoi "figli ideologici"? 

#persecuzione #cristiani #gay
autore / intelligo
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