Cosa c'è dietro la svolta di Papa Francesco sull'immigrazione sostenibile

12 settembre 2017 ore 11:04, Americo Mascarucci
C'è chi ha parlato di svolta, e di sicuro le parole di Papa Francesco sull'immigrazione pronunciate durante la conferenza stampa tenuta sull'aereo papale nel viaggio di ritorno dalla Colombia, hanno il sapore di una "rivoluzione". Perché per la prima volta il Papa non parla soltanto di accoglienza e integrazione ma aggiunge al suo vocabolario, sotto la voce immigrazione, anche il termine sostenibilità. E in questo modo finisce per "benedire" la politica portata avanti dal Governo Gentiloni e dal Ministro dell'Interno Marco Minniti in particolare. Accoglienza sì, integrazione pure, fa capire Bergoglio, ma a patto che ciò avvenga nella piena sostenibilità. Il che significa in parole povere che i flussi migratori devono essere controllati e che non è possibile una politica delle porte aperte per tutti. E di immigrazione sostenibile aveva anche parlato il direttore di Intelligonews Fabio Torriero in un suo editoriale nei giorni caldi della discussione in Parlamento sullo Ius Soli.
Cosa c'è dietro la svolta di Papa Francesco sull'immigrazione sostenibile

LE PAROLE DEL PAPA
"Chi governa deve gestire il problema con la verità del governante che è la prudenza" ha detto il Papa che ha confermato di aver avuto un incontro riservato con il Premier italiano Gentiloni ma non per parlare di immigrazione. I toni usati da Francesco sul volo che lo sta riportando dalla Colombia a Roma sono di aperto sostegno alla politica del Governo. "Il problema è sempre avere un cuore aperto. È un comandamento di Dio - ha detto Bergoglio - Anche se non basta soltanto aprire il cuore, chi governa deve gestire questo problema con la verità del governante che è la prudenza. Che significa domandarsi, primo: quanti posti ho? Secondo, occorre ricordare che non bisogna solo riceverli ma anche integrarli. Ho visto esempi di integrazione bellissima. A Roma Tre ho ascoltato quattro studenti. L’ultima ragazza che è intervenuta meno di un anno prima era venuta da Lesbo a Roma con me in aereo. Studiava biologia, ha fatto l’equiparazione degli studi e ha continuato. Questo è integrare. Terzo: il problema umanitario, che significa prendere coscienza di questi lager in cui vivono spesso queste persone. Ho visto delle foto - aggiunge ancora - ma ho l’impressione che il governo stia facendo di tutto in campo umanitario per risolvere anche problemi che non si possono assumere. Riassumendo: cuore aperto, prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria. Un’ultima cosa: c’è nella coscienza collettiva un principio: l’Africa va sfruttata. Su chi fugge dalla fame occorre invece che facciamo investimenti. Mentre spesso ogni volta che i Paesi sviluppati vanno in Africa è per sfruttare. Dobbiamo capovolgere e dire: l’Africa è amica e va aiutata a crescere".
Insomma, pieno sostegno alla linea Minniti con l'aggiunta di quel termine "prudenza" che di fatto sembra confermare la linea della fermezza portata avanti dal Governo Gentiloni e che ha portato prima alla stesura e all'adozione del codice di condotta per le Ong con il divieto di andare a prendere i migranti nelle acque libiche, e poi a stringere accordi con la Libia per bloccare le partenze. Una politica che sta dando i frutti come dimostra il drastico calo degli sbarchi registrati nelle ultime settimane.

GLI SCENARI
Fino ad oggi la Chiesa era sembrata parlare soltanto con il linguaggio dell'accoglienza e dell'integrazione, con la Cei entrata più volte in rotta con il Governo proprio per certe posizioni che sembravano rivolte a chiudere le porte all'accoglienza più che a spalancarle. Anche sul codice di condotta delle Ong non erano mancate le critiche al Governo da parte di settori della Cei che avevano puntato il dito contro "l'aiutiamoli a casa loro" lanciato dal segretario del Pd Matteo Renzi e sposato dal Ministro dell'interno Minniti. Dietro la "svolta" del Papa secondo molti vi sarebbe l'intervento del segretario di stato Pietro Parolin che in queste settimane avrebbe tessuto la tela dei rapporti tanto con Palazzo Chigi che con il Quirinale per riportare serenità nei rapporti oltretevere. Parolin è intervenuto spesso negli ultimi tempi a "correggere" certe polemiche della Cei con l'Osservatore Romano che è sembrato fare da contraltare ad Avvenire proprio sui temi dell'immigrazione e del rapporto con le Ong. Anche l'incontro del Papa con Gentiloni sarebbe il frutto di questa tessitura portata avanti da Parolin dopo che al Governo alcuni toni della Cei non erano andati molto giù, al pari di sospette aperture nei confronti del M5S. Oggi Francesco sembra confermare la linea Parolin e qualcuno già parla di svolta pro-renziana del Vaticano in vista delle ormai imminenti elezioni politiche. Forse si sta correndo un pò troppo. 
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