Papa Francesco lancia l’appello per evitare la terza guerra mondiale

13 aprile 2017 ore 12:58, Gianfranco Librandi
Papa Francesco quest’anno per il rito della lavanda dei piedi del Giovedì Santo si recherà in un carcere in provincia di Frosinone. Ovviamente è una Pasqua particolarmente sofferta, una sofferenza che fa emergere l’appello accorato di Francesco che invoca: “Fermate i signori della guerra, la violenza distrugge il mondo e a guadagnarci sono solo loro”. Dalle pagine di Repubblica papa Francesco rivela: “Mi viene solo da chiedere con più forza la pace per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne”. 
Sottolinea papa Francesco: “Dalla sopraffazione non può derivare nulla, solo rappresaglie e una spirale di conflitti letali”. E spiega: “Purtroppo siamo alle prese con una guerra mondiale a pezzi. E io tutti i giorni mi chiedo perchè, a che scopo”. “Penso che oggi il peccato si manifesti con tutta la sua forza di distruzione nelle guerre, nelle diverse forme di violenza e maltrattamento, nell'abbandono dei più fragili. Il mondo deve fermare i signori della guerra. Perché a farne le spese sono sempre gli ultimi, gli inermi”. 
Papa Francesco lancia l’appello per evitare la terza guerra mondiale
C'è una missione, spiega Bergoglio, che la Chiesa non può eludere:Farsi prossima degli ultimi, degli emarginati, degli scartati”. “Chi non è colpevole scagli la prima pietra. Guardiamoci dentro e cerchiamo di vedere le nostre colpe. Allora, il cuore diventerà più umano”. Avverte il Pontefice: “Rispondere alla violenza con la violenza provoca inevitabilmente migrazioni forzate e immani sofferenze. Nei conflitti grandi quantità di risorse vengono destinate a scopi militari e sottratte alle esigenze delle persone più fragili: giovani, anziani e malati
Poi allacciando il discorso alla finzione programmata per stasera della lavanda: “A volte, una certa ipocrisia spinge a vedere nei carcerati solo delle persone che hanno sbagliato, per le quali l'unica via è quella del carcere. Ma, ripeto ancora una volta, tutti abbiamo la possibilità di sbagliare.Tutti in una maniera o nell'altra abbiamo sbagliato. E l'ipocrisia fa sì che non si pensi alla possibilità di cambiare vita: c'è poca fiducia nella riabilitazione, nel reinserimento nella società. Ma in questo modo si dimentica che tutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto. Quando si rimane chiusi nei propri pregiudizi, o si è schiavi degli idoli di un falso benessere, quando ci si muove dentro schemi ideologici o si assolutizzano leggi di mercato che schiacciano le persone, in realtà non si fa altro che stare tra le strette pareti della cella dell'individualismo e dell'autosufficienza, privati della verità che genera la libertà. E puntare il dito contro qualcuno che ha sbagliato non può diventare un alibi per nascondere le proprie contraddizioni”.
Inoltre nella Messa Crismale di stamattina Francesco ha detto:non può essere rigida l’integrità della verità, perché si è fatta carne”.
La terza icona del lieto annuncio è “l’otre immenso del cuore trafitto del Signore: integrità mite, umile e povera, che attira tutti a sé”.  Lo ha detto il Papa, nella parte finale dell’omelia della Messa del Crisma, celebrata nella basilica di San Pietro. “Da Lui dobbiamo imparare che annunciare una grande gioia a coloro che sono molto poveri non si può fare se non in modo rispettoso e umile fino all’umiliazione”, ha proseguito Francesco. “Non può essere presuntuosa l’evangelizzazione. Non può essere rigida l’integrità della verità”, ha ammonito. “Perché la verità si è fatta carne – ha proseguito a braccio – si è fatta tenerezza, si è fatta bambino, si è fatta uomo, si è fatta peccato in croce”. “Concreta, attenta e umile: così l’evangelizzazione sarà gioiosa”, ha raccomandato il Papa ancora una volta a braccio. “Lo Spirito annuncia e insegna tutta la verità e non teme di farla bere a sorsi”, ha spiegato sulla scorta del Vangelo: “Lo Spirito ci dice in ogni momento quello che dobbiamo dire ai nostri avversari e illumina il piccolo passo avanti che in quel momento possiamo fare”. “Questa mite integrità dà gioia ai poveri, rianima i peccatori, fa respirare coloro che sono oppressi dal demonio”, ha assicurato Francesco, esortando i sacerdoti ad avere “la pienezza contagiosa che la Madonna trasmette con tutto il suo essere, la concretezza inclusiva dell’annuncio della Samaritana e l’integrità mite con cui lo Spirito sgorga e si effonde, incessantemente, dal Cuore trafitto di Gesù nostro Signore”.

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