Quattro anni di Francesco in "chiaroscuro": chi pro e contro il Papa

13 marzo 2017 ore 16:15, Americo Mascarucci
Sono passati quattro anni da quel 13 marzo del 2013 quando il primate d'Argentina Jeorge Mario Bergoglio, scelto come nuovo Papa dai cardinali in Conclave, pronunciò quell'indimenticabile "Fratelli e sorelle, buonasera!". La sua elezione sorprese tutti (non Intelligonews che appena due giorni prima l'aveva annunciata come possibile sorpresa) visto che l'elenco dei papabili circolato fino a pochi minuti prima dell'annuncio non lo prendeva nemmeno in considerazione. 

AMICI E NEMICI
Francesco, il nome scelto per testimoniare quel bisogno di umiltà, sobrietà, rinnovamento della Chiesa, sembrava mal conciliarsi con il fatto di appartenere alla Compagnia di Gesù. Forse nessun Papa come lui è riuscito a dividere così tanto il mondo cattolico. Amato da cattolici progressisti, laici, non credenti, atei indomabili, da Eugenio Scalfari come da Marco Panella, quanto contestato da cattolici tradizionalisti che hanno più volte criticato una certa ambiguità nel trattare la dottrina della Chiesa.
Per i suoi molti estimatori è il Papa della gente, degli umili,  il Papa che più di tutti ha fatto percepire il Dio misericordioso, ha fatto sentire i peccatori amati da Dio e dalla Chiesa: per i detrattori invece è stato il Papa della confusione, delle contraddizioni, dell'anarchia dottrinale.
Ha avuto parole di conforto per tutti, divorziati risposati, coppie gay, transessuali, donne che hanno abortito, ai quali ha sempre aperto le porte ricordando che "la Chiesa è la casa di tutti, ospedale da campo pronto a curare ogni ferita"; ha invocato aiuto e misericordia ma senza mai con questo mettere in discussione la dottrina della Chiesa.
Ma per i critici non vi può essere "misericordia senza verità" non si può accogliere chi persevera nel peccato, non si può derogare agli insegnamenti del Vangelo: non si può insomma concedere l'Eucaristia a chi resta "divorziato e risposato" a chi ha rotto l'indissolubilità del matrimonio; così come non si possono accogliere le coppie gay, in contrasto con il progetto di Dio sul matrimonio e la procreazione.
Francesco con il Sinodo sulla Famiglia diviso in due tappe, una straordinaria, l'altra ordinaria, ha tentato di trovare le risposte alle tante domande, con l'obiettivo di coniugare misericordia e dottrina.
Alla fine per i sostenitori del nuovo corso, "Bergoglio avrebbe osato poco", per i contestatori "avrebbe concesso pericolose aperture".
Quattro anni di Francesco in 'chiaroscuro': chi pro e contro il Papa

LA RIFORMA DELLA CURIA
Anche sulla riforma della Curia e dello Ior i giudizi sono contrastanti. 
A Bergoglio tanti riconoscono il merito di aver rotto un sistema di potere consolidato, scardinando equilibri e sodalizi che sembravano indistruttibili: per altri ha soltanto creato nuovi sodalizi, scegliendo per giunta persone ritenute sbagliate, creando una Curia a sua immagine e somiglianza e per nulla immune da "vecchi peccati" di carrierismo. 
Ed infine l'accusa più diffusa, quella di essere misericordioso con tutti meno che con gli avversari, soprattutto dentro la Chiesa con il ricorso all'arma del commissariamento e della sospensione con rimozione contro ordini religiosi, sacerdoti, prelati e porporati considerati poco inclini ad accettare il nuovo corso.
Però Francesco piace, piace il suo parlare più da semplice curato che da pontefice, il suo voler essere "uomo fra gli uomini", mostrandosi uguale agli altri, immune da privilegi, deciso a rivendicare l'immagine di una Chiesa povera, attenta agli ultimi, ai bisognosi, lontana da ogni sfarzo e ricchezza. 
Nell'immaginario collettivo c'è sicuramente riuscito, questa è infatti l'immagine del Papa che buca di più nel cittadino medio, quello che alla fine guarda molto più alle forme che ai contenuti, all'apparire che all'essere. 
Quattro anni insomma davvero in chiaro-scuro.
#papafrancesco #quattroanni #bergoglio

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