Papa Francesco al Colosseo grida "vergogna": il monito della Via Crucis

15 aprile 2017 ore 12:16, Americo Mascarucci
E' arrivato in anticipo rispetto ai temi pre-stabiliti Papa Francesco ieri sera al Colosseo per celebrare quello che è considerato forse il momento più toccante della liturgia pasquale: la celebrazione della Via Crucis del Venerdì Santo con cui la Chiesa ripercorre il calvario vissuto da Gesù negli ultimi istanti della propria esistenza terrena, iniziato con la condanna a morte da parte di Pilato e la deposizione nel sepolcro dopo la crocifissione. Quattordici stazioni di dolore, sofferenza ma anche momenti toccanti di amore e straordinaia solidarietà, come l'incontro di Gesù con la madre, il Cireneo che si fa carico della croce, la Veronica che asciuga il volto. 
Papa Francesco al Colosseo grida 'vergogna': il monito della Via Crucis

IL MONITO CONTRO LA GUERRA - Al termine del solenne rito il Papa non ha potuto evitare di scagliarsi contro quelli che considera i mali di oggi, guerra, razzismo, indifferenza verso chi soffre.
"Vergogna per tutte le immagini di devastazione, di distruzione e di naufragio che sono diventate ordinarie nella nostra vita - ha attaccato Bergoglio - Vergogna per il sangue innocente che quotidianamente viene versato di donne, di bambini, di immigrati e di persone perseguitate per il colore della loro pelle, oppure per la loro appartenenza etnica e sociale, e per la loro fede in te". 
Anche quest'anno dunque la Via Crucis è stata dedicata ai poveri, ai diseredati, ai disperati.Francesco ha gridato ancora vergogna "per tutte le volte che noi vescovi, sacerdoti, consacrati e consacrate, abbiamo scandalizzato e ferito il tuo corpo, la Chiesa lasciando arrugginire il nostro cuore e la nostra consacrazione". 

MEDITAZIONI AL FEMMINILE -Le meditazioni sono state affidate alla biblista francese Anne-Marie Pelletier autrice di diversi testi sul ruolo della donna nella Chiesa. L’ultima donna a scrivere le meditazioni era stata, nel 2011, madre Maria Rita Piccione, preside della Fondazione delle monache agostiniane. Nel 1995 era toccato a sorella Minke de Vries, monaca della comunità protestante di Grandchamp, in Svizzera, e nel 1993 a madre Anna Maria Cànopi, abbadessa dell’abbazia benedettina Mater Ecclesiae. Ma la scelta di Francesco è stata letta da più parti come un segno di apertura verso l'ingresso delle donne nella Chiesa. Qualcuno ha anche ipotizzato che Bergoglio possa essere il Papa che potrebbe aprire alle donne anche il sacerdozio, ma forse si sta correndo troppo. 
A portare la croce la croce nelle 14 stazioni, sono stati prelati, laici, religiosi, famiglie di vari Paesi. Oltre al vicario di Roma cardinale Vallini si sono alternati: una famiglia romana, un disabile in carrozzina con i suoi assistenti Unitalsi, due studentesse (una polacca e una italiana), due altri laici da Rimini. Poi esponenti di Paesi che il Papa visiterà nelle prossime settimane o mesi: tre suore dall'India; due suore e due laici dall'Africa (Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo); una famiglia dall'Egitto, due laici dal Portogallo; una famiglia dalla Colombia. Quindi due coniugi francesi, due laici dalla Cina e due frati francescani, uno argentino e uno israeliano, della Custodia di Terra Santa. 
Al suo arrivo al Colosseo il Papa è stato accolto dal Cardinale Vallini e dal sindaco di Roma Virginia Raggi oltre che da una nutrita folla che ha sfidato la paura e ha voluto essere presente a quella che è stata forse la via crucis più blindata della storia per le imponenti misure di sicurezza in campo. 

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