Quel monaco promosso da Francesco che non crede troppo a Fatima

15 maggio 2017 ore 12:14, Americo Mascarucci
La visita di Papa Francesco a Fatima in occasione del centenario delle apparizioni mariane e della canonizzazione dei due pastorelli Francesco e Giacinta, di 9 e 11 anni, che assieme alla cuginetta Lucia dos Santos videro e ascoltarono le parole della Madonna tra il 13 maggio e il 13 ottobre del 1917, è stata accompagnata da molte polemiche. A Francesco è stato soprattutto rimproverato di aver sfruttato la visita in Portogallo per attaccare Medjugorje e gettare ancora una volta dubbi sui veggenti della Bosnia-Erzegovina. Il Papa per altro pare fosse la prima volta che si recava a Fatima, non ci sarebbe mai stato prima, nè da sacerdote, nè da vescovo o da cardinale.
Quel monaco promosso da Francesco che non crede troppo a Fatima

I DUBBI DEL PONTEFICE - In verità così come su Medjugorje erano in molti a ritenere che forse anche su Fatima il Papa nutrisse dubbi. Del resto questa convinzione si era diffusa dopo che il 23 luglio del 2014 Bergoglio aveva nominato il priore della Comunità di Bose Enzo Bianchi Consultore del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani. E a far discutere maggiormente era il fatto che proprio Bianchi fosse fra coloro che più energicamente negano l’autenticità delle apparizioni di Fatima. Per altro Bianchi fu protagonista di un acceso dibattito con lo scrittore Vittorio Messori proprio in relazione al terzo segreto rivelato da Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000 quando beatificò i due pastorelli oggi santi.

LA DIATRIBA CON MESSORI - Bianchi in particolare ha sempre contestato la verdicità del messaggio che Maria avrebbe confidato ai pastorelli nel 1917 laddove rivela: "Avete visto l'inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace".
Per Bianchi "Un Dio che, nel 1917, pensa di rivelare che i cristiani saranno perseguitati e che non parla della shoah e dei sei milioni di ebrei annientati non è un Dio credibile". Cos scriveva il priore di Bose in un articolo su Repubblica agganciandosi al teologo domenicano Jean Cardonnel per il quale Fatima altro non sarebbe che un colossale falso: per Cardennel "a Fatima si sarebbe manifestato il Dio del razzismo cattolico, che si interessa solo dei suoi, della sua razza cattolica". Il riferimento è chiaramente agli ebrei sterminati nei lagher nazisti. 
Vittorio Messori, scrittore cattolico in risposta a Bianchi spiegò: "E'davvero paradossale rifiutare Fatima perché nel 1917 la Madonna non avrebbe previsto e condannato – a nome del Figlio e della Trinità intera – quei lager tedeschi che sarebbero venuti una ventina d’anni dopo. Nel 1917, ripetiamo: proprio l’anno in cui Lenin prendeva il potere, dando inizio a quel mostro comunista che avrebbe fatto almeno 100 milioni di morti e che avrebbe praticato la più violenta e sanguinosa repressione religiosa della storia, in nome di un ateismo di Stato proclamato sin dalle Costituzioni dell’Unione Sovietica e dei suoi satelliti. La ricerca storica più recente, capeggiata dal celebre docente tedesco Ernst Nolte, dimostra, documenti alla mano, che il nazionalsocialismo nasce come reazione al marx-leninismo: senza Lenin nel 1917, niente Hitler nel 1933. Senza il colpo di Stato di San Pietroburgo, l’ex imbianchino di Vienna avrebbe al massimo fatto l’ideologo in qualche stube di Monaco di Baviera per qualche oscuro gruppetto di fanatici. Mettere in guardia, a Fatima, dal comunismo che proprio allora nasceva - concludeva Messori - significava mettere in guardia dalle altre ideologie mortifere che sarebbero venute dopo di esso e per causa di esso. Il nazionalismo primo fra tutti"
Francesco è andato a Fatima ma il fatto che abbia lasciato le apparizioni sullo sfondo, abbia approfittato della circostanza per negare ancora una volta l’autenticità di Medjugorje, che abbia parlato dei pastorelli canonizzati più in chiave di "esempi da seguire per la loro vita" che per l’essere stati scelti dalla Vergine come messaggeri ha inevitabilmente riaperto il dibattito su quanto Francesco risenta dell'influenza di chi, come Bianchi ma non solo, hanno sempre espresso critiche su "una fede troppo fondata sui miracoli". 

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