Il Sikh condannato per un pugnale sacro. Discriminatorio, scatta ricorso a Corte Ue

17 maggio 2017 ore 11:01, intelligo
"Non è tollerabile che l'attaccamento ai propri valori, seppure leciti secondo le leggi vigenti nel paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante":  questa la motivazione che ha portato la Cassazione a condannare un indiano al pagamento di 2000 euro di ammenda per essere stato sorpreso, nel 2013, in possesso di un Kirpan, un pugnale di 30 cm legato alla cintura, dal quale il fedele non può separarsi. “Ero andato da solo a prendere a scuola il mio nipotino, quando il vigile mi ha portato nel suo ufficio e mi ha fatto togliere il pugnale, per poi non restituirmelo più. Io gli ho detto che non potevo separarmene per una questione religiosa, ma non c’è stato niente da fare”. Singh Jatinder, 33 anni, operaio in una stalla, rivendica la sua innocenza: “Io non ho mai ammazzato nessuno e nemmeno rubato. Non mangio carne, non bevo e non ho mai preso multe stradali. Non uso il Kirpan, è solo un simbolo religioso che fa parte di me”. Il Sikh afferma anche di essere stato accolto dal sindaco Marcazzan in presenza dei carabinieri e di altri esponenti della sua comunità, al tempo dei fatti, e di essere stato rassicurato. Dopo due anni la telefonata dell’avvocato che lo informava che lo avrebbe assistito nel procedimento in tribunale.

Il Sikh condannato per un pugnale sacro. Discriminatorio, scatta ricorso a Corte Ue
“Rispettiamo la sentenza- afferma Singh Dilbagh, di Nogara e rappresentante della comunità sikh che accompagna il giovane assieme al presidente del tempio di Rodigo Singh Sukwinder e Singh Harbhinder di Gazoldo - Abbiamo fiducia nella giustizia italiana, così come rispettiamo le leggi italiane. Si vede che non siamo riusciti a spiegarci bene davanti ai giudici; per questo ricorreremo alla Corte europea di giustizia”. La comunità ribadisce che al Kirpan non rinuncerà poiché, una volta che ci si “battezza”, il Kirpan fa parte del corpo, non c’è modo di separarsene, così come, oltre al pugnale,  il braccialetto in ferro, i capelli lunghi, il pettinino in legno che li tiene fermi e le mutande lunghe. “Ci hanno contattato dal Canada, dall’Olanda e dagli Stati Uniti dove i sikh hanno il permesso di girare con il Kirpan, per sostenerci. Un gruppo di avvocati inglesi di origine sikh ha promesso che ci appoggerà alla Corte europea”.

   di Sofia Nacchia

#Cassazione #Sikh #CorteUe

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