Benedetto XVI spy: quei rapporti con gli ortodossi russi e non coi luterani

18 maggio 2017 ore 17:14, intelligo
"La Chiesa ortodossa russa ha ricevuto un dono prezioso dal Vaticano: il nuovo Papa è un rappresentante dell'ala più conservatrice, il cardinale cattolico tedesco Jozeph Ratzinger che ha preso il nome di di Benedetto XVI": lo scriveva l'agenzia stampa russa Ria Novosti il 20 aprile 2005, poco dopo la nomina di Ratzinger a San Pietro. A sostenere un punto di vista ufficiale era Andrey Kuraev, il protodiacono della Chiesa Ortodossa Russa e noto teologo ortodosso. E' così che Kuraev aveva commentato la scelta del nuovo Papa: "E' un uomo onesto e intelligente. E' aperto al dialogo creativo con il pensiero ortodosso. Nella Chiesa cattolica ci sono diverse aree di pensiero. Se il Papa eletto avesse cercato di trovare un linguaggio comune con Lutero, e non con la Chiesa di Giovanni Crisostomo e Sergio di Radonež, il nostro futuro dialogo avrebbe incontrato delle difficoltà"
Queste parole, lette dodici anni dopo, visto l'evolversi delle scelte del Capo di Stato vaticano, acquisiscono un nuovo sapore, anche dopo l'intervento del professor Germano Dottori su Limes rispetto a quanto portò Ratzinger a lasciare il soglio Pontificio. Quello che salta agli occhi è che il Papa che successe a Benedetto XVI, Francesco, ha cercato di trovare invece un linguaggio comune proprio coi luterani. Dopo lo storico viaggio a Lund, in Svezia, per la commemorazione dell’inizio della Riforma luterana ricordata con una preghiera comune, Bergoglio ha ricevuto la delegazione ecumenica della Chiesa luterana finlandese, ribadendo la necessità di impostare un cammino comune tra le due confessioni religiose.
Benedetto XVI spy: quei rapporti con gli ortodossi russi e non coi luterani
 
L'articolo del 2005 di Ria Novosti stupisce dunque per la sua visione profetica, o semplicemente per la sua analisi fine. Il periodo che stava vivendo la Chiesa Cattolica già allora veniva paragonato con gli ultimi anni di vita dell'Unione Sovietica. Il pontificato di Ratzinger veniva immaginato come il breve periodo di dirigenza simile a quello Andropov-Chernenko, succeduto dall'arrivo di Gorbaciov - portatore di un nuovo modello liberale, che ha causato il crollo di un sistema rigido. Queste riflessioni venivano fatte dagli analisti ortodossi, tenendo conto proprio della progressiva perdita di valori conservatori in Occidente. L'ultimo baluardo del pensiero cristiano conservatore era considerato Papa Ratzinger, un uomo ormai anziano. Infatti, l'osservatore ortodosso attento alle dinamiche all'interno del Vaticano è ben consapevole che nella Chiesa Cattolica convivono posizioni diverse. Secondo Benedetto XVI l'Europa è la culla del cattolicesimo affetta da una progressiva perdita dello spirito cristiano. Da quanto si leggeva dal pensiero del Pontefice emerito, la cultura che si era diffusa in Europa divergeva completamente e radicalmente dallo spirito del cristianesimo, ma anche dalle tradizioni religiose e morali di tutta l'umanità. Qualcuno allora farebbe notare giustamente che è stato Papa Francesco ad incontrare il Patriarca russo dopo diversi secoli successivi alla frattura fra le due Chiese Cristiane. I più scettici dicono però che le basi di quello storico incontro furono gettate proprio ai tempi del pontificato di Benedetto XVI, che si propose come interlocutore "buono" verso il mondo russo, una volta venuto meno il Giovanni Paolo II, polacco e quindi fortemente ostile alla Russia comunista.

Il metropolita Hilarion, il responsabile del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, in un’intervista rilasciata a Parigi al Sir e a “Famille Chrétienne” aveva definito il libro di Ratzinger "Gesù di Nazaret" come fonte di ispirazione, esprimendo l'ammirazione per Papa Benedetto XVI. Il suo incentrarsi sulla figura di Gesù Cristo piuttosto che sulla Chiesa fu molto apprezzata. A sua volta Papa Ratzinger non ha temuto di sembrare filo-russo esprimendo parole di solidarietà alla Chiesa ortodossa russa dopo l'esibizionismo delle Pussy Riot nella Cattedrale di Cristo Salvatore con un brano anti-putiniano, corredato da una coreografiablasfema.

Nel settembre 2011 Papa Ratzinger lanciò un messaggio agli Ortodossi: "Fin dal tempo in cui ero professore a Bonn e poi, in particolare, anche da Arcivescovo di Monaco e Frisinga, attraverso l’amicizia personale con i rappresentanti delle Chiese ortodosse, ho potuto conoscere e apprezzare l’Ortodossia in modo sempre più profondo".

Più tardi, nonostante "l'abdicazione" di Ratzinger, il dialogo tra il Papa emerito e la Chiesa Ortodossa non è cessato. Infatti il 16 ottobre 2014 il metropolita Hilarion, che si trovava a Roma per partecipare all'Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi della Chiesa cattolica, ha fatto visita a Benedetto XVI nella sua residenza in Vaticano. I due hanno discusso non solo dei temi di carattere teologico cattolico-ortodosso, ma anche di temi geopolitici come la situazione in Ucraina.

#Ratzinger #BenedettoXVI #Mosca

Di Irina Osipova


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