Vaticano, cardinal Re chiarisce su dossier Orlandi: "Mai visto quelle carte"

18 settembre 2017 ore 12:31, Americo Mascarucci
Un nuovo giallo riapre il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi gettando un'ombra inquietante sul Vaticano. Ancora una volta presunti documenti riservati della Santa Sede sono usciti dai sacri palazzi lasciando intendere che qualche corvo possa essere tornato in azione. Starebbe infatti circolando un dossier da cui si evincerebbe che la ragazza scomparsa nel nulla nel 1983 possa essere morta nel 1997. Ma non è tutto, perché questo presunto dossier, elencherebbe una serie di spese, circa 500 milioni di vecchie lire, che il Vaticano avrebbe sostenuto nel corso degli anni su questa vicenda per nascondere Emanuela.
Vaticano, cardinal Re chiarisce su dossier Orlandi: 'Mai visto quelle carte'

LA SCOPERTA
A rivelare l'esistenza di questo dossier ancora una volta il giornalista Emiliano Fittipaldi già autore del libro inchiesta Avarizia che su Facebook parla di un documento in cui sarebbero annotate tutte le spese "per un presunto allontanamento domiciliare" della Orlandi a Londra. Fittipaldi dichiara "di aver trovato un documento uscito dal Vaticano. Ci ho lavorato mesi, e ho pubblicato un libro, Gli Impostori, che uscirà tra qualche giorno".
Fittipaldi ha ricostruito sulla base di questo dossier, che però sembra non sia corredato di timbri e sigilli degli uffici vaticani che ne attestino l'assoluta autenticità, il coinvolgimento diretto del Vaticano nella scomparsa della ragazza. "Leggendo il resoconto e seguendo le tracce delle uscite della nota - spiega il giornalista - sembra che il Vaticano abbia trovato la piccola rapita chissà da chi, e che abbia deciso di trasferirla in Inghilterra, a Londra. In ostelli femminili. Per 14 anni le avrebbe pagato rette, vitto e alloggio, spese mediche, spostamenti. Almeno fino al 1997, quando l'ultima voce parla di un ultimo trasferimento in Vaticano e il disbrigo delle pratiche finali". 

L'ORIGINE DEL PLICO
Il plico con ogni probabilità potrebbe essere stato rubato insieme agli altri documenti durante l'irruzione presso la Prefettura vaticana, il 29 e 30 marzo del 2014 con conseguente scassinamento della cassaforte contenente i documenti della Commissione Cosea. Durante le indagini, il capo ufficio monsignor Alfredo Abondi conferma che "nella sezione riservata della Prefettura venivano conservati i documenti sulla sicurezza e sulle situazioni rilevanti relative all’Amministrazione. Nei giorni successivi al furto nel dicastero ci fu recapitato un plico con i documenti sottratti". Per il monsignore si tratta di "materiale che riguarda pratiche risalenti a 10 o anche 20 anni fa". 

CONCLUSIONI
A questo punto resta da capire se il documento è vero, o se è un falso creato ad arte per creare un nuovo scandalo, l'ennesino, intorno al Vaticano. "Delle due l'una - conclude Fittipaldi - o il documento è vero, e apre squarci clamorosi e impensabili sulla storia della Orlandi. O è un falso, un apocrifo che segna una nuova violenta guerra di potere tra le sacre mura". Ed in effetti comunque la si guardi la vicenda è inquietante. 
Intanto il fratello di Emanuela, attraverso le avvocate assunte dalla famiglia, Annamaria Bernardini De Pace e Laura Sgrò, chiede che venga fatta luce su questi documenti e chiede alla Segreteria di Stato di "sgomberare il campo da ogni dubbio, di avere accesso a tutti i documenti e comunque di poter incontrare il segretario di Stato Pietro Parolin: il caso non è e non può essere chiuso".

LA REPLICA DEL CARDINALE RE
"Documentazione falsa e ridicola". Questa la prima reazione a caldo del Vaticano. Poi a mezzogiorno ecco la replica di Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi, già Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e indicato come possibile destinatario della nota spese. "Non ho mai visto quel documento pubblicato da Fittipaldi - ha dichiarato - non ho mai ricevuto alcuna rendicontazione su eventuali spese effettuate per il caso di Emanuela Orlandi". Quindi? Un falso costruito a tavolino? Da chi? E soprattutto, perché? Dal Vaticano fanno inoltre sapere che si stanno svolgendo i dovuti approfondimenti. 

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