Caro Agorà, i cattolici in Francia non voteranno Macron: le prove

02 maggio 2017 ore 12:41, Stefano Ursi
Il Papa e la politica. Primo luogo e primo appello. Partiamo da Roma, dove il Pontefice, ricordando e celebrando i 150 di fondazione dell'Azione Cattolica, ha esortato i membri della stessa a tornare ''in politica''. Il Papa e la politica. Secondo luogo e secondo appello, ovvero la visita del Pontefice al Cairo, in cui ha pronunciato parole contro i populismi definiti ''demagogici'', ''provocatori di conflitto'' e che non aiutano ''a consolidare la pace e la stabilità''.

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Papa Francesco
Ma partiamo dall'inizio e ricordiamo come durante la ricorrenza per l'Azione Cattolica, Papa Francesco ha esortato: ''Mettetevi in politica ma per favore nella grande politica, nella politica con la P maiuscola''. ''Come e’ accaduto in questi 150 anni, sentite forte dentro di voi la responsabilità’ di gettare il seme buono del Vangelo nella vita del mondo – ha detto ancora – attraverso il servizio della carità’, l’impegno politico, la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale''.

Ora, nel clima di grande confusione e di incertezza che domina gli scenari politici, la domanda da porsi è quale sia la politica con la P maiuscola, dove essa possa rinvenire le sue linee d'azione: insomma, quale politica debbono tornare a fare i cattolici? E la domanda diventa ancora più pressante se si pensa che la presenza, fattiva e concreta dei cattolici in politica, troppo spesso non ha avuto riscontri rilevanti di fronte ad alcuni temi assai delicati, come le unioni civili tanto per dirne una. In quale direzione devono andare i cattolici al loro ritorno in politica? Quest'ultimo interrogativo, che spiega come il rapporto dei cattolici con la politica attiva sia divenuto complesso e travagliato, ci introduce al passaggio al secondo luogo del nostro ragionamento, ovvero la visita del Pontefice al Cairo, in cui ha pronunciato parole contro i populismi; parole che hanno immediatamente fatto partire, in Francia, una univoca interpretazione mediatica contro Le Pen, al motto di ''i cattolici votano Macron'', dimenticando che precedentemente il Pontefice, nella stessa occasione, aveva tuonato anche contro il fatto che ''da una parte ci si allontana dalla realtà dei popoli, in nome di obiettivi che non guardano in faccia a nessuno'' e che questa sia la causa della nascita dei cosiddetti populismi di cui sopra.

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Macron e Le Pen
Ma nessuno ha visto, in questo altro stralcio di discorso, un cenno a chi ha reso possibile che le esigenze della finanza superassero di gran carriera, doppiandole, quelle dei popoli. E che nessuno ha accostato con la figura di Macron. C'è dunque, da parte dei media francesi, un dibattito semplificato su discorsi in realtà molto più complessi e densi di riflessioni, tali da non poter essere sintetizzati nell'indicazione su questo o quell'altro personaggio? Non sarebbe peraltro la prima volta che dai media transalpini, ed europei in generale, si tenta di far passare il messaggio ''i cattolici votano...'', quando la realtà cattolica o a questa afferente, è assai più variegata e multiforme. Anche Agorà di stamane ha ragionato in questo senso, ma rimane il fatto che la realtà cattolica francese non sia facilmente inquadrabile in un senso o nell'altro. Non a caso Manif Pour Tous ha esplicitamente manifestato la propria distanza da Macron, spiegando in una nota del presidente Ludovine Rochère come a proprio avviso il candidato di En Marche prepari ''una politica anti-famiglia'', per i bambini e per il futiro, e come, dunque, il movimento non darà indicazioni di voto. Mentre il ballottaggio del 7 Maggio si avvicina e il ruolo dei cattolici in politica non riesce ancora a riprendere quota.

#Francia #cattolici #Macron #LePen #Papa
autore / Stefano Ursi
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