Dati choc musulmani non integrati, Meluzzi: "Giurino fedeltà alla Costituzione o via"

22 settembre 2017 ore 14:36, Americo Mascarucci
Un musulmano su tre residente in Italia dichiara che le donne devono portare il velo, non devono guidare l'auto, non devono studiare o lavorare. Il 41% non vorrebbe una figlia laureata e il 51% non vuole matrimoni misti. Sono i risultati di un sondaggio commissionato ad Ipr Marketing da Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno fra gli islamici residenti in Italia. L'80% degli intervistati inoltre riferisce di non avere amici italiani. Numeri che sembrerebbero testimoniare un'oggettiva difficoltà di integrazione dando un'ulteriore spallata a chi sostiene l'utilità dello Ius Soli. Intelligonews ne ha parlato con lo psicologo Alessandro Meluzzi.
Dati choc musulmani non integrati, Meluzzi: 'Giurino fedeltà alla Costituzione o via'

La stupiscono i risultati di questo sondaggio?

"Assolutamente no. Soltanto chi non conosce la loro struttura può meravigliarsi di fronte a questi dati. L'Islam radicale ha una struttura giuridica non assimilabile con altre, dal momento che ha come obiettivo quello di convertire e sottomettere i mondi in cui si inserisce. Ciò che conta non è la coscienza o la sensibilità rispetto alla religione, ma la piena adesione ad un sistema giudiziario e giuridico dove il peccato corrisponde al reato".

Aveva ragione dunque il compianto cardinale Biffi evidenziando come non fosse possibile un'integrazione giuridica senza un'adesione culturale?

"Con tutto il rispetto e l'amore che nutro per un grande profeta come il cardinale Biffi questo era scontato anche prima. Basta leggere i testi dell'Islam, la sua storia, il destino di 1600 anni di comunità islamiche inserite in ambienti non islamici poi islamizzati come l'Egitto, per comprendere come come nessun islamico possa accettare di diventare non islamico o islamico eretico". 

A questo punto però il problema dell'integrazione resta. Quindi? Come integrare chi non si integra?

"Questo lo chieda al legislatore che sta facendo arrivare centinaia di migliaia di musulmani dall'Africa di cui non sappiamo nulla. Io credo che l'unica misura sia quella di pretendere dai musulmani che vivono in Italia e in Europa di giurare fedeltà alle Costituzioni dei paesi in cui vivono, pena l'espulsione. Non è escluso che pur giurando fedeltà poi non rispettino il dettato costituzionale, ma che non ci sia neppure questo mi sembra francamente assurdo. Una cultura debole come la nostra si trova in balìa di una cultura fortissima come l'Islam e non facciamo nulla per difenderci".

Però non c'è il rischio che sancendo il principio dell'incompatibilità fra stato di diritto e Islam, si finisca poi per far passare il principio dell'incompatibilità fra stato di diritto e religioni, privando il diritto giuridico di ogni fondamento valoriale derivante anche dalla cultura cristiana?

"Il nostro problema non è garantire i culti religiosi, il problema è che l'Islam è innanzitutto un corpo giuridico. Per i cristiani esiste una netta differenza fra peccato e reato, nell'Islam radicale non è così. Il peccato è punito dalle leggi dello Stato, l'apostasia addirittura con fatwa di morte. In Italia forse abbiamo un milione di buddisti che però non danno problemi, così come non li danno gli induisti. Il buddismo è una disciplina interiore non giuridica. Il problema da questo punto di vista riguarda solo i musulmani integralisti".

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