Papa Francesco e lo Ius Soli: quello strano documento sui migranti

23 agosto 2017 ore 17:07, Americo Mascarucci
Non si placano le polemiche intorno alla presa di posizione di Papa Francesco sul tema dei migranti ed in favore dello Ius Soli, il riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia. Con largo anticipo sui tempi infatti è stato diffuso il testo del suo Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che la Chiesa cattolica celebrerà il prossimo 14 gennaio 2018. Avete capito bene? Un testo predisposto per un evento che si svolgerà fra cinque mesi è stato già divulgato nella sua interezza ingenerando il sospetto che chi lo ha fatto, abbia voluto far entrare Bergoglio a gamba tesa nelle polemiche in atto in questi giorni intorno allo Ius soli che continua a dividere le forze politiche. L'attentato alla Rambla di Barcellona, città accogliente ed esempio di grande integrazione, ha fatto aumentare i dubbi e le perplessità da parte di chi ritiene un errore in questo momento approvare lo Ius Soli con l'emergenza migranti sempre più irrisolvibile.
Papa Francesco e lo Ius Soli: quello strano documento sui migranti

LA VISITA DI SOROS
A destare ancora più scalpore le foto che ritraggono il magnate statunitense George Soros a spasso per Roma in questi caldi giorni d'agosto. E le indiscrezioni si sono sprecate. Che è venuto a fare Soros in Italia? C'entra qualcosa il recente codice di condotta per le Ong e le inchieste della magistratura che avrebbero sollevato forti sospetti di connivenza fra alcune Ong e gli scafisti? Ed è forse una coincidenza che proprio nei giorni in cui Soros passeggiava per Roma, Gentiloni rilanciava sullo Ius Soli lasciando quasi intendere la volontà di un'accelerata sul testo? Ipotesi ovviamente, legate al fatto che Soros è ritenuto fra i principali finanziatori di numerose Ong nel mondo, oltre che di movimenti di liberazione impegnati nelle rivoluzioni. Ed ecco che anche l'anticipata divulgazione del messaggio del Papa sui migranti finisce per essere collegata a tutto ciò. 

COSA PROPONE BERGOGLIO
Papa Francesco nel documento invita a puntare su quattro capisaldi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. "L'accogliere diventa innanzitutto offrire a migranti e rifugiati ingresso sicuro e legale nei Paesi di destinazione - scrive il Papa - in modo che si sfugga al traffico di esseri umani. Sì, dunque, a visti umanitari, ai ricongiungimenti familiari, alla creazione di corridoi umanitari, alla formazione del personale di frontiera perché sappia operare nel rispetto della dignità umana". No invece ad "esplusioni collettive e arbitrarie". E qui tanti hanno letto una critica al Governo italiano ed in particolare al Ministro dell'Interno Marco Minniti che nel suo piano prevede l'apertura di nuovi centri di identificazione ed espulsione, e procedure di rimpatrio più rapide. 
Ma è soprattutto sul verbo integrare che si concentrano le maggiori polemiche:.Perché Francesco per favorire l'integrazione arriverebbe a suggerire "l'offerta di cittadinanza slegata da requisiti economici e linguistici e di percorsi di regolarizzazione straordinaria per migranti che possano vantare una lunga permanenza nel Paese". Molti vi hanno letto una sorta di aperto sostegno allo Ius Soli proprio nel momento di maggiore contrapposizione sul tema. Ma resta la domanda di fondo: perché far circolare questo documento proprio adesso se la Giornata del migrante si tiene a gennaio? 

IL RIFERIMENTO A BENEDETTO XVI
Altra stranezza del documento papale il richiamo a Benedetto XVI e alla sua enciclica Caritas in Veritate. Francesco infatti scrive: "Il principio della centralità della persona umana, fermamente affermato dal mio amato predecessore Benedetto XVI, ci obbliga ad anteporre sempre la sicurezza personale a quella nazionale". Tesi questa però smentita da Luigi Amicone autore di una lettera aperta a Bergoglio pubblicata su Tempi
Amicone scrive: "Leggiamo nell’Enciclica del Suo predecessore a proposito di migranti e migrazioni: «Possiamo dire che siamo di fronte a un fenomeno sociale di natura epocale, che richiede una forte e lungimirante politica di cooperazione internazionale per essere adeguatamente affrontato. Tale politica va sviluppata a partire da una stretta collaborazione tra i Paesi da cui partono i migranti e i Paesi in cui arrivano; va accompagnata da adeguate normative internazionali in grado di armonizzare i diversi assetti legislativi, nella prospettiva di salvaguardare le esigenze e i diritti delle persone e delle famiglie emigrate e, al tempo stesso, quelli delle società di approdo degli stessi emigrati». Si capisce chiaramente che in Benedetto XVI non vi è alcuna contrapposizione tra persone migranti e società di approdo degli stessi emigrati. Al contrario - precisa Amicone - Egli richiama la prospettiva di salvaguardare sia le esigenze e i diritti delle persone e delle famiglie emigrate, sia al tempo stesso, quelli delle società di approdo degli stessi emigrati".
Sarà anche questo un evidente segno di confusione all'interno della Chiesa dove le posizioni sull'immigrazione sembrano dividere la Cei dalla segreteria di Stato. Ad un Galantino segretario dei vescovi che entra a gamba tesa sulle questioni di governo criticando le scelte dell'Esecutivo, ha fatto sempre da contraltare il segretario di Stato Pietro Parolin che ha cercato di abbassare i toni fino quasi a smentire gli interventi del segretario Cei. Divergenze di vedute emerse con acora più evidenza nelle diverse linee politiche che sono sembrate ispirare i due principali organi di stampa cattolici: Avvenire e l'Osservatore Romano. La vicenda Ong ne è il migliore esempio. 


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