Adinolfi a Gandolfini: "Quante bugie, sbagli politica. Cattolici nei partiti? Votano divorzio breve"

23 gennaio 2017 ore 15:32, Andrea De Angelis
Bufera tra Adinolfi e Gandolfini. Il primo risponde piccato al secondo che avrebbe detto in un video (poi rimosso, sempre secondo Adinolfi) di non aver conosciuto in un passato meno recente il leader de Il Popolo della Famiglia. Battute su Facebook, frecciatine varie. Insomma, siamo alla resa dei conti? IntelligoNews lo ha chiesto allo stesso Mario Adinolfi che ha rivelato qual è secondo lui il vero problema, il nodo con il quale si spiega tutto. Ed è, attenzione, squisitamente politico...

La polemica è stata a colpi di video e post sui social, ma ci sono state delle evoluzioni? Vi siete sentiti, sono arrivate scuse?
"Le scuse stanno nella rimozione del video, evidentemente si sono vergognati di quanto detto. A me interessa però il perché, la cosa in sé è secondaria. Perché devi denigrare persone con cui hai fatto un cammino insieme, inventare di sana pianta quando ci siamo conosciuti? Gandolfini presentava i miei libri non al Family Day, ma molto prima". 

Qual è dunque la motivazione?
"Si trova nello stesso video che Savarese ha rimosso su Facebook, ma che noi abbiamo conservato. Nel delineare cioè la pozione politica del Difendiamo i Nostri Figli giusto un minuto prima di queste frasi irriguardose quanto meno. Quando Gandolfini dice che la loro strategia è candidare Mario Rossi, Giuseppe Bianchi e Mario Verdi nei partiti che vorranno accoglierli, apre un conflitto con l'idea del Popolo della Famiglia, del nostro movimento che è soggetto politico autonomo e non ha interesse ad entrare negli altri partiti".

Adinolfi a Gandolfini: 'Quante bugie, sbagli politica. Cattolici nei partiti? Votano divorzio breve'
Una differenza non da poco.
"Questo è il nodo. In quel video dice che l'unità, che noi attenzione abbiamo offerto, non si può fare. Il fine è dire che il Popolo della Famiglia è poca cosa. Dire che Nicola Di Matteo sta andando via è un messaggio che viene dato al cammino neocatecumenale, di cui Di Matteo fa parte così come Gandolfini. Tutta una serie di operazioni fatte però con falsità. E attenzione la linea politica è sbagliata. Non lo dice Mario Adinolfi, lo dicono i fatti". 

A cosa si riferisce?
"Questa linea si è dimostrata fallimentare proprio con il Family Day. Quei cattolici che dovevano rappresentarci dentro i partiti non hanno potuto fare altro che subire le logiche partitiche e perdere. E perdersi, tradendo a mio vedere il mandato dei cattolici. Riproporre la stagione dei Mario Rossi, Giuseppe Bianchi e Mario Verdi, rispondendo alla tentazione di quei due, tre del Dnf che hanno di fare i parlamentari, è sbagliato. Se non si passa attraverso una ricerca di consenso diretta su un soggetto politico autonomo, i temi di cui noi siamo portatori saranno sempre marginali nelle agende politiche. Come si fa a non cogliere questo punto". 

Secondo lei la maggioranza delle persone preferisce un soggetto come Il Popolo della Famiglia a parlamentari cattolici presenti nei vari partiti?
"Io credo che al di là del dato quantitativo, perché sono convinto che noi avremo anche un importante consenso dal punto di vista dei numeri alle elezioni politiche, è inevitabile che l'unica strada da percorrere per difendere i principi non negoziabili è quella del soggetto politico autonomo. Altrimenti, lo ripeto, la logica interna dei partiti, delle coalizioni andrà a produrre gli effetti che si sono visti in questa legislatura in quei i parlamentari cattolici hanno votato anche il divorzio breve".
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