Cei, la terna dei vescovi "non vincolante" per il Papa: il mediatore Betori in pole

23 maggio 2017 ore 11:17, Americo Mascarucci
E' finita l'era di Angelo Bagnasco alla guida dei vescovi italiani. Il suo successore per la prima volta non sarà più scelto direttamente dal Papa, ma al pari delle altre conferenze episcopali del mondo, ad indicare i candidati a Francesco saranno i vescovi stessi. Bergoglio avrebbe voluto un'elezione diretta, ma per venire incontro ai settori più tradizionalisti desiderosi di continuare con la nomina pontificia, Bergoglio ha proposto e ottenuto una soluzione a metà: i vescovi proporranno al Papa una terna di candidati che Francesco sceglierà, terna che tuttavia non sarà vincolante.
Cei, la terna dei vescovi 'non vincolante' per il Papa: il mediatore Betori in pole
Francesco fino ad oggi ha rotto tutto gli schemi e quindi, sebbene tradizionalmente la presidenza è sempre andata ad un cardinale, non è escluso che stavolta tocchi invece ad un semplice vescovo. Del resto la cosa non dovrebbe sorprendere più di tanto se si pensa che Bergoglio ha nominato a capo di arcidiocesi tradizionalmente cardinalizie dei semplici sacerdoti, oltretutto sconosciuti ma cari a Francesco per il loro impegno nelle periferie. 

I FAVORITI - Andiamo dunque a scoprire chi sono i papabili alla guida della Cei. 
Super-favorito sembrerebbe Giuseppe Betori arcivescovo di Firenze, cardinale già segretario generale della Cei durante gli anni della presidenza Ruini che sarebbe un candidato di "mediazione" in grado di incassare anche il consenso dei vescovi cosiddetti conservatori legati proprio all'ex presidente. In seconda posizione c'è Franco Giulio Brambilla vescovo di Novara dal 2011 e dal 2015 presidente della Conferenza episcopale dell’Italia settentrionale allievo di Carlo Maria Martini ma molto apprezzato e stimato anche da Benedetto XVI. In terza posizione ci sarebbe poi il vescovo di Taranto Filippo Santoro, anche lui considerato un candidato di mediazione: proviene dal mondo di Comunione e Liberazione, è vicino all'arcivescovo di Milano Angelo Scola ma è molto apprezzato da Francesco per il suo impegno in campo sociale e in contesti molto difficili di criminalità e povertà. 
Poi seguono alcuni porporati particolarmente cari al Papa come l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti e quello di Agrigento Francesco Montenegro, quest’ultimo apprezzato da Francesco soprattutto per il suo impegno nel campo dell’accoglienza dei migranti e della solidarietà. Entrambi sono stati nominati cardinali da Bergoglio, unici italiani fra tanti stranieri. A Francesco è molto gradito anche l'arcivescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini che però per le sue posizioni molto vicine alla Cgil e alla sinistra radicale è visto come il fumo negli occhi da molti colleghi. Ma Bergoglio si sa non segue il consenso ma guarda alle azioni e per lui Bregantini è "un pastore che porta addosso l'odore delle pecore" come ebbe a dire tempo fa. L'effetto sorpresa alla fine è quello che farà la differenza. 

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