Charlie Gard: perché i genitori hanno ritirato richiesta di trasferimento negli Usa

24 luglio 2017 ore 16:09, intelligo
Charlie Gard non ha pace. Ora i genitori hanno ritirato la richiesta di trasferimento negli Usa. Ma andiamo per step. Gli avvocati di Connie Yates e Chris Gard, genitori del bambino Charlie ricoverato per una grave malattia genetica a Londra, hanno annunciato il ritiro della richiesta di trasferirlo negli Stati Uniti. I medici avevano detto che il trattamento non avrebbe aiutato e anzi avrebbe potuto causare il dolore del bambino. Troppo tardi dunque, "c'era una finestra di due mesi. Tristemente per Charlie ora è troppo tardi. Il trattamento non offre più chance di successo".

Prima era solo il Great Ormond Street di Londra a ritenere necessario staccare le macchine che lo tenevano in vita per permettergli una morte dignitosa, ora i genitori che avevano chiesto di trasferire all'estero il piccolo per sottoporlo a cure sperimentali hanno rinunciato. 
Charlie Gard: perché i genitori hanno ritirato richiesta di trasferimento negli Usa
Intanto la Corte Suprema britannica prende in considerazione nuove prove per il caso Charlie Gard dopo che il medico che doveva condurre il trattamento era venuto a Londra per valutare il bambino. La scorsa settimana l'ospedale di Great Ormond Street ha detto ai genitori che una relazione sull'ultima scansione del cervello di Charlie aveva avuto un esito negativo. I genitori di Charlie non avevano ancora ricevuto il referto e la madre era scoppiata a piangere. Il giudice ha chiesto all'avvocato Katie Gollop di non rivelare i dettaglio del referto per lasciare tempo a Chris Gard e Connie Yates di esaminarlo in privato. La scorsa settimana uno specialista Usa, Michio Hirano, professore di neurologia alla Columbia University di New York, ha esaminato il bimbo e discusso del suo caso con i medici del Great Ormond Street Hospital. 

Secondo i medici britannici la terapia è ancora un fase sperimentale e non servirebbe nel caso del bimbo. Secondo i sanitari Charlie deve esser staccato dalle macchine e lasciato morire con dignità. I genitori di Charlie hanno già perso le loro battaglie davanti all'Alta Corte, alla corte d'Appello e alla Corte suprema a Londra. Non sono riusciti a convincere la Corte Europea per i diritti umani a intervenire. Ma la coppia ha annunciato che ci sono nuove prove sull'efficacia della terapia Usa e ha chiesto al giudice Francis, che ad aprile si era espresso in favore dell'ospedale, di esaminarle ed eventualmente di cambiare idea.

autore / intelligo
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