"Ultimi preziosi momenti" dei genitori con Charlie Gard. Ancora polemiche

25 luglio 2017 ore 13:01, intelligo
I genitori di Charlie Gard passano gli "ultimi preziosi momenti" con il figlio in condizioni disperate dopo aver rinunciato ieri alla loro battaglia nei tribunali britannici per trasportare il bimbo negli Usa per sottoporlo a una cura sperimentale. Cinque mesi di campagna giudiziaria per Connie Yates e Chris Gard che ieri in lacrime è stata abbandonata. Il figlio, affetto da una rarissima malattia genetica, la sindrome da deplezione mitocondriale, anche con le cure non avrebbe avuto la possibilità di garantirgli una vita degna. Il loro legale, Grant Armstrong, ha detto: "Comprensibilmente, di genitori vogliono passare tutto il tempo che resta con Charlie, da ora". Nè i genitori nè l'ospedale pediatrico di Great Ormond Street a Londra, dove il bambino è ricoverato, hanno detto quando le macchine che tengono in vita il bimbo verranno spente, ma c'è stato un incontro tra famiglia e sanitari prima dell'udienza di ieri per stabilire i prossimi passi, alla luce delle decisione di Gard e Yates.
'Ultimi preziosi momenti' dei genitori con Charlie Gard. Ancora polemiche
POLEMICHE:  "Non è stata la famiglia a dare il benestare per scrivere la parola fine. Questo e' un dovere di morire imposto da un tribunale e dai medici" perché per il presidente del 'Movimento per la Vita Italiano Gigli "avevamo dei genitori che stavano cercando di curare il bambino e un ospedale che si è permesso di attivare una chiamata ad un giudice tutelare affinchè fossero tolte le cure al piccolo. Bisogna ringraziare l'eroismo di questa famiglia e di questo bambino perchè ha costretto tutto il mondo a vedere. Non e' stata la famiglia a dare il benestare per scrivere la parola fine. Questo è un dovere di morire imposto da un tribunale e dai medici. Rimane che il bambino non morirà per la sua malattia ma verrà fatto morire perchè si interromperà il sostegno. Qui c'è l'affrettamento della morte. Da oggi- ha concluso Gigli- bisognerà sostenere il diritto di morire per la propria malattia". 
Poi ha aggiunto: "Chiediamo perché il piccolo debba morire in ospedale e non a casa sua come richiesto dai genitori. Chiediamo, infine, di evitarci l’ipocrisia di spacciare le cure palliative, che hanno per fine il sollievo della sofferenza del bambino prodotta dalla malattia, con l’intenzione eutanasica di affrettarne la morte, mascherando solo lo strazio prodotto dalla morte inflitta. Grazie a Charlie e ai suoi genitori per aver costretto il mondo intero a riflettere sulla posta in gioco e a interrogarci su chi ha potere sulle nostre vite e sulla inalienabile dignità anche delle persone più fragili".

E a unirsi al coro dello sdegno anche il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, che ha sottolineato che "i genitori si sono trovati di fronte a una scelta drammatica che è stata quella di arrendersi alla malattia". Bassetti ha sottolineato come "veramente in tutta questa vicenda, in queste settimane, abbiamo condiviso che c'e' qualcosa di più della ragionevolezza giuridica e clinica". "Abbiamo anche constatato - ha aggiunto - nuove disponibilità fra diversi medici al confronto per riconsiderare la possibilità di un'opzione terapeutica straordinaria. E mi sembra che tutto questo poteva essere fatto". Ora "aspettiamo la fine" del piccolo malato terminale, ha proseguito il presidente della Cei. "A questo punto - ha ammonito - devono essere rispettati i diritti di Charlie, che dev'essere accompagnato e curato nel naturale decorso della malattia". "Non può essere disidratato, non può essere privato del cibo. Tutte le cose che si fanno normalmente per curare un malato - ha concluso il cardinale - devono essere fatte anche nella sua condizione terminale".

#charliegard #bassetti #genitori

autore / intelligo
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