Sette eresie, correctio al Papa: non solo "i tradizionalisti". Ma da lui silenzio

25 settembre 2017 ore 13:49, Americo Mascarucci
E' dirompente l'ultimo documento rivolto contro Papa Francesco accusato di aver formulato sette possibili eresie nell''Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. La lettera è stata firmata da 63 ecclesiastici e docenti tradizionalisti di 20 Paesi. La Segreteria per la comunicazione della Santa Sede ha bloccato l'accesso alla pagina web da cui si aderisce alla iniziativa  Dai computer del Vaticano non si può più accedere alla pagina in questione, in nessuna lingua. Fuori dal Vaticano, invece, la pagina risulta raggiungibile.
Sette eresie, correctio al Papa: non solo 'i tradizionalisti'. Ma da lui silenzio

LA LETTERA
La lettera, lunga 25 pagine e spedita a Bergoglio l’11 agosto, dichiara che il Papa, mediante la sua esortazione apostolica Amoris Laetitia e mediante altre parole, atti e omissioni a essa collegate avrebbe "sostenuto 7 posizioni eretiche riguardanti la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa". 
Ovviamente la notizia ha destato grande scalpore se non altro perché la maggioranza dei giornali l'ha subito bollata alla stregua di un complotto tradizionalista contro Papa Francesco, come un qualcosa di apocalittico, sconvolgente. In realtà poi come ha precisato uno dei firmatari, il banchiere ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi si tratterebbe di "un atto devoto, una supplica perché il Papa chiarisca". Quindi nessun attacco mirato, nessun complotto, nessun tentativo di deligittimare il Papa. A smentire la tesi del complotto tradizionalista basterebbe leggere i nomi dei firmatari della missiva che certamente non possono essere tutti, indistintamente, tacciati di essere pregiudizialmente ostili a Francesco. E' vero, fra i firmatari c'è il capo dei Lefebvriani, Bernard Fellay, il massimo rappresentante del tradizionalismo cattolico, ma come detto c'è anche quella di Gotti Tedeschi, un cattolico non certamente assimilabile alla comunità scismatica di Lefebvre, molto vicino a Benedetto XVI. Certo, la vicenda non può che destare scalpore, è inevitabile e va pure detto che accusare il Papa di eresia non è cosa di tutti i giorni (ma a detta dei firmatari si tratterebbe più di esagerazioni giornalistiche che altro).
Il fatto è che l'Amoris Laetitia non è un dogma di fede, ma è un'esortazione apostolica come tale soggetta a legittime critiche dentro e fuori la Chiesa. Legittimo quindi che si esprimano dubbi e perplessità su alcuni passaggi del documento pontificio. Forse esagerato parlare di eresia ma nella lettera, come lo stesso Gotti Tedeschi ha chiarito, non si darebbe per scontata l'eresia ma il rischio che alcuni passaggi dell'Esortazione possano essere bollate come tali. Da qui la richiesta a Papa Francesco di chiarire tutti i dubbi in proposito. 
Ora di fronte a questa nuova iniziativa, che segue per altro i Dubia già esposti in precedenza dai cardinali Burke, Brandmueller, Caffarra e Meisner, il Papa sentrà il bisogni di rispondere? Non ha risposto ai Dubia, lascerà inevasa anche questa nuova richiesta di chiarimenti? Forse rispondere ai punti di contestazone spiegando perché non vi sono rischi di eresie, sarebbe utile per rasserenare il clima e magari spuntare le armi a quei "cattivi tradizionalisti" ogni volta evocati a difesa di Francesco.

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