IL LIBRO/Mario Adinolfi è come Oriana Fallaci all’indomani dell'11 settembre

26 ottobre 2017 ore 10:40, intelligo
Anche se mette subito le mani avanti, dicendo di non avere la stessa rabbia né tantomeno l’orgoglio, Mario Adinolfi è oggi quello che Oriana Fallaci fu all’indomani dell’11 settembre. Il grillo parlante - magari un po’ ruvido – sempre impegnato a insinuare pensieri spiacevoli che non possiamo fare a meno di continuare a rimuginare per chiederci alla fine: “E se avesse ragione lui?”.
IL LIBRO/Mario Adinolfi è come Oriana Fallaci all’indomani dell'11 settembre

È questa la domanda che ci si continua a porre una volta chiuso “O capiamo o moriamo”, veloce volumetto pubblicato dal direttore della Croce per fare il punto sulle questioni più delicate dei nostri tempi: rapporti con l’Islam, eugenetica, ideologia gender. Adinolfi affronta temi che di solito trattiamo con le pinze – o non trattiamo proprio per sicurezza – con l’irruenza e l’urgenza di chi sa che se di certe cose non parla lui nessuno lo farà. Non a tutti le sue argomentazioni risulteranno esaustive (duecento pagine sono pochine per sviscerare temi del genere); qualche ragionamento risulterà magari un po’ affrettato, soprattutto per il lettore dubbioso, disposto a cambiare idea ma bisognoso di posizioni più argomentate. Ma badate bene: si è più efficaci lanciando bordate e lasciando poi il lettore a farci i conti: dopo ogni grande attentato commesso da integralisti islamici ci viene ripetuto che la stragrande maggioranza dei musulmani è pacifica, ma “avete sentito voci della predicazione islamica levarsi oggi contro gli attentati?” domanda il grillo Adinolfi. “Abbiamo sentito un papa Francesco incredulo, con la voce rotta. Vi ricordate parole analoghe provenienti da qualche imam, con analoga emotiva partecipazione e intensità?”. Ecco, instillato il dubbio Adinolfi si ritira, ci lascia riflettere da soli come Pinocchio, a chiederci se forse non ci stiamo raccontando troppe bugie per tranquillizzarci e non fare la figura degli intolleranti.

Lo stesso fa affrontando il problema della denatalità, che affligge l’Occidente in generale, l’Europa in particolare e l’Italia specialmente. Nel nostro Paese nascono in Italia 460mila persone l’anno e ne muoiono più di 700mila. Un bel deficit, reso poco visibile dal numero degli immigrati che mantiene più o meno stabile il numero totale dei residenti. Ma questi immigrati raramente diventano italiani: non parlano bene la nostra lingua, non prendono le nostre abitudini, nel caso dell’Islam mantengono una fede religiosa che, lo si voglia ammettere o no, non è sempre compatibile con il nostro modo di vivere.
Il grillo Adinolfi fa così, snocciola numeri e fatti e passa ad altro. Costringendoci adesso a misurare la lunghezza del nostro naso.

di Massimo Spread

autore / intelligo
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