Parroco nipote di Prodi dà l'addio a Ponte Ronca: "colpa" dei profughi?

26 settembre 2017 ore 10:05, Americo Mascarucci
"Non vi piace la mia vita, me ne vado". Così don Matteo Prodi, figlio di Vittorio Prodi e nipote del ben più noto Romano, già presidente del Consiglio, ha dato l'addio alla comunità bolognese di Ponte Ronca dove ha svolto l'incarico di parroco per 12 anni. Il sacerdote ha celebrato l'ultima messa da parroco in una chiesa stracolma di fedeli e di istituzioni venuti a salutare il prete finito al centro di polemiche negli ultimi tempi per aver ospitato dei profughi nella cononica. Don Prodi ha rassegnato le dimissioni nelle mani del vescovo di Bologna Matteo Zuppi.
Parroco nipote di Prodi dà l'addio a Ponte Ronca: 'colpa' dei profughi?

LO SFOGO
Sui motivi effettivi per cui don Prodi ha deciso di prendere questa drastica decisione, non resta che affidarsi ad un post che lo stesso ha scritto su Facebook. "Non mi voglio soffermare sulle cause di questo avvicendamento alla guida della parrocchia - ha scritto don Prodi - il vescovo mi disse già molti mesi fa che 10 anni erano abbastanza; la necessità di creare unità pastorali ha dato pure il suo contributo; ma le grandissime difficoltà che ho sperimentato, soprattutto l'ultimo anno, hanno sicuramente accelerato il processo. Non a tutti  è piaciuta o piace la mia vita; a nessuno, però, era lecito portare in pubbliche piazze valutazioni negative su di me, che hanno fatto male a me, ma soprattutto alla comunità. Non sono una persona che coltiva rancori o cerca vendette; mi chiedo solo perché e a che cosa è servito...".
Poi il sacerdote aggiunge: "Io non avrò una parrocchia, andrò ad officiare in zona Santa Rita di via Massarenti, e per il resto continuerò a fare quello che ho fatto in questi anni". 
Don Matteo ha però tenuto a precisare che la decisione non è legata in alcun modo a contrasti cn il vescovo Zuppi che, contattato sulla vicenda non ha però rilasciato commenti. Molti cittadini stanno sottoscrivendo una petizione pubblica da inviare proprio a Zuppi con la quale difendono l'operato del sacerdote sottolineandone proprio il grande impegno sociale e la grande sensibilità dimostrata verso i poveri, migranti e non solo.
Non è dato sapere se la decisione di Don Prodi sia strettamente legata alle polemiche seguite alla sua decisione di accogliere i profughi, ma è molto probabile che tutto nasca da lì, dal momento che in seguito a questa decisione sul sacerdote si è detto e scritto tanto. 

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