Vaticano, Gotti Tedeschi: "Nessuno può accusare Papa di eresie. Tentano di offuscare fatti più gravi come con Vatileaks I"

26 settembre 2017 ore 13:03, Marta Moriconi
Papa Francesco accusato di aver sostenuto sette presunte eresie nell'Esortazione apostolica Amoris Laetitia. La tesi sarebbe contenuta in una lettera firmata da 63 ecclesiastici e docenti di 20 Paesi. Fra i firmatari della missiva, con relativa richiesta di chiarimenti al Papa, i media hanno evidenziato in particolare la presenza del banchiere cattolico, ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, finito inevitabilmente nel calderone dei cosiddetti "tradizionalisti" contrari alle svolte di Bergoglio. Intelligonews lo ha contattato per capire quanto davvero si riconosce in certe accuse.
Vaticano, Gotti Tedeschi: 'Nessuno può accusare Papa di eresie. Tentano di offuscare fatti più gravi come con Vatileaks I'

I media la inseriscono nella lista nera dei grandi accusatori del Papa, coloro che addirittura riterrebbero Francesco "eretico". Ma come stanno le cose?

"Lo spirito della lettera al Papa e la motivazione della mia firma non hanno attinenza con quanto riferito dai media in questi giorni. Abbiamo chiesto al Papa di condannare gli errori che possono generare eresie. “Se sbaglio mi correggerete” disse Giovanni Paolo II. I quattro cardinali dei Dubia hanno cercato di farlo dall’alto, i 62 firmatari  di questa missiva lo hanno fatto dal basso. Nessuno può accusare il Papa di eresie, questa è una sciocchezza colossale. La lettera concepita da teologi e canonisti esprime inoltre un giudizio intellettuale e non canonico, ammesso dal Canone 212 laddove stabilisce che i laici hanno diritto ad esporre giudizi su fatti riguardanti la Chiesa. In più io mi sento e sono devoto figlio della Chiesa e  confermo la mia devozione al Vicario di Cristo. Ciò però non mi esime dall’esprimere eventuali disaccordi. Non è la prima volta che lo faccio, ho criticato anche pubblicamente considerazioni  espresse dal Santo Padre su argomenti di carattere economico, ambientale, politico e sociale. Qui le considerazioni sono portate da teologi su fatti di carattere spirituale, sul rischio di errori che potrebbero indurre a eresie, cioè al rischio di dannazione eterna, per chi crede in Dio naturalmente. Ma ci stiamo rendendo conto di ciò che sta accadendo oppure abbiamo perso la facoltà di indagare e capire?

"Beatissimo Padre, con profondo dolore, ma mossi dalla fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo, dall’amore alla Chiesa e al papato, e dalla devozione filiale verso di Lei, siamo costretti a rivolgerLe una correzione a causa della propagazione di alcune eresie sviluppatesi per mezzo dell’esortazione apostolica 'Amoris laetitia' e mediante altre parole, atti e omissioni di Vostra Santità". Così inizia la lettera inviata da 40 studiosi cattolici al Papa e poi sottoscritta anche da lei. Ma le 7 eresie sono in atto, o ne accusate il pericolo?

"Rispondo indirettamente. Al Papa le domande ufficiali sono state poste dai 4 Cardinali dei Dubia e non sono state date risposte ufficiali. Sono state date risposte non ufficiali ai vescovi argentini dicendo loro che l’unica interpretazione possibile è la loro. Se oggi la cosiddetta realtà in cui configurare la prassi , è così malmessa di chi è la responsabilità? Non sarà di chi non ha insegnato la verità come doveva? Vi immaginate come queste stesse persone sapranno farlo domani?

Il testo, inviato l’11 agosto, è stato reso pubblico per il fatto che non c'è stata nessuna risposta da parte del Papa. Dopo questo polverone, cosa si aspetta ora? Di essere ricevuto dal Santo Padre?

"Tutto questo secondo lei è solo “polverone"? Senta io sono uno di 62 firmatari, ed ho firmato una lettera già inviata da 40 accademici al Papa più di un mese prima. Saranno i promotori a decidere cosa fare, saranno loro a chiedere al Papa di essere ricevuti ed ascoltati. Io personalmente non mi aspetto nulla".
 
Alcuni vi accusano di accendere i riflettori sull'Amoris Laetitia, in realtà per colpire il Papa stesso e il suo essere non legato e non particolarmente d'accordo col mondo dei "tradizionalisti". Insomma, una faida tutta interna alla Chiesa e non legata davvero a fatti dottrinali. Come ribatte a queste accuse?

"Si leggano i contenuti della lettera. Temo che a causa della lunghezza e del linguaggio canonico -teologico incomprensibile a molti, non sia stata letta con la dovuta attenzione. Io poi non sono tradizionalista, sono soltanto cattolico e non mi intendo di faide nella Chiesa di Papa Francesco. Queste cosiddette faide le ho conosciute in un altro periodo della Chiesa. Ho piuttosto l’impressione, vedendo le reazioni, che si stia cercando di cacciare fuori dalla Chiesa proprio quei membri che sono considerati tradizionalisti. Ed ho anche l’impressione che con questo polverone si cerchi di offuscare fatti ben più gravi riferiti alle finanze vaticane, si legga il caso Milone. Come avvenne con l’inizio del primo Vatileaks".
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