Giornata dell'aborto, Adinolfi (Pdf): "Noi vogliamo la giornata del diritto a nascere. Sarà nel programma"

28 settembre 2017 ore 13:54, Orietta Giorgio
Oggi è la giornata per il diritto all'aborto libero e sicuro. Mario Adinolfi, che è in campo per difendere il diritto alla vita con il Popolo della Famiglia, non ci sta. A IntelligoNews spiega perché serve "una giornata in cui venga proclamato il diritto universale a nascere". 

Sappiamo che lei ha fatto una controproposta, quale? 

"Una giornata in cui venga proclamato il diritto universale a nascere. Noi consideriamo che ogni essere umano abbia come primo diritto proprio il diritto alla vita e siamo convinti che una nuova Europa rinascerà soltanto quando a livello continentale avrà il coraggio di abbandonare politiche mortifere che cercano di ampliare i confini di un cosiddetto aborto libero. E' necessario ricondursi ad una cultura piena della vita fin dal suo concepimento, proclamando appunto, con una dichiarazione universale, il diritto universale a nascere. L'Europa purtroppo è il terreno dove l'aborto viene utilizzato come mezzo di selezione eugenetica della popolazione, ricordiamo quello che sta avvenendo nei confronti dei bambini down ma non solo. "O capiamo o moriamo" è il titolo del mio ultimo libro appena uscito e qui spiego come l'aborto sia diventato ormai uno strumento di selezione eugenetica".

Giornata dell'aborto, Adinolfi (Pdf): 'Noi vogliamo la giornata del diritto a nascere. Sarà nel programma'
Si spieghi meglio

"C'è un aborto di tipo selettivo cioè orientato nei confronti di un segmento ben specifico della popolazione e si procede attraverso la soppressione: non nascono più bambini albini, non nascono più bambini down, oppure in percentuale minimale rispetto a quelli che sono concepiti, è l'aborto che viene definito terapeutico. Poi c'è l'aborto che io definisco per futili motivi: i problemi con il compagno, i problemi con l'università, con il lavoro, con i genitori che non devono sapere... quindi un aborto che diventa semplicemente metodo contraccettivo. Non a caso, in questa giornata mondiale per l'aborto libero, Emma Bonino, dichiara la necessità di fare un tagliando alla legge 194, puntando ad abolire il diritto all'obiezione di coscienza per i medici e ad ambulatorizzare la procedura abortiva. C'è un appello scritto dall'associazione Luca Coscioni e dall'Aied, prima firmataria la stessa Bonino, che chiede proprio queste due cose. Ora capite perfettamente che la banalizzazione dell'aborto, il renderlo simile ad una qualsiasi pratica contraccettiva, è il traguardo con cui gli abortisti vogliono arrivare ad un controllo effettivo delle nascite. Ricordo con tristezza che poche settimane fa, Emma Bonino è stata fatta parlare da un altare di una chiesa avendo di fronte il suo amico Silvio Viale, un dottore che si dice felice di quello fa. L'unica persona che si è alzata in piedi chiedendo spiegazioni della loro presenza durante quella iniziativa è stato un dirigente del Popolo della Famiglia che si chiama Alberto Cerutti ed è stata l'unica voce di dissenso rispetto alla presenza di Emma Bonino in una chiesa. Mi chiedo come Presidente nazionale del Popolo della Famiglia e anche come cristiano, se non sia giunto il momento di tornare a dire che gli abortisti vanno scomunicati in quanto pericolosi per la cultura della vita e per il progresso stesso di una società che non deve implementare la cultura della morte". 

A proposito del Popolo della Famiglia, alle ultime elezioni avete avuto risultati lusinghieri, se si andrà a votare con il Rosatellum e quindi ci sarà lo sbarramento del 3%, voi avete ottime probabilità di superarlo: una volta in Parlamento, avete in mente già delle battaglie, delle iniziative parlamentari proprio sul tema dell'aborto, oppure è ancora prematuro parlarne?

"No, non è prematuro, noi stiamo scrivendo tutti insieme un programma di governo, la nostra assemblea nazionale di Riolo Terme si è appena conclusa con dibattiti approfonditi sui vari temi programmatici e sulle offerte per il Paese. Sono convinto che una delle nostre proposte più note, quella del reddito di maternità, sia uno strumento fortissimo contro l'aborto. Se una donna sa che suo figlio è anche un mezzo con cui potrà arrivare ad avere un reddito di 1000 euro al mese, si dedicherà di più alla maternità. Puntiamo ad una società che odi sempre meno i bambini, perché ucciderli vuol dire averli in odio. Se riconosciamo che la denatalità è la maggiore emergenza di questo Paese la risposta non è far pagare le pensioni dagli immigrati, (nota del redattore: come dice Boeri) ma è fare figli".              

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