Aborto e adozioni gay secondo l'Onu: troppi obiettori e pochi bambini

29 marzo 2017 ore 13:54, Americo Mascarucci
Il richiamo arriva dal Comitato per i diritti umani dell'Onu e stavolta l'Italia è sotto accusa per i medici obiettori che si rifiutano di praticare aborti. Poco importa che l'obiezione di coscienza sia un diritto riconosciuto dalla legge (e che non pochi vorrebbero eliminare) e che rispettare la coscienza di ogni individuo dovrebbe rientrare comunque fra i diritti umani. Il Comitato delle Nazioni Unite ha espresso grande preoccupazione "per le difficoltà di accesso agli aborti legali in Italia a causa del numero di medici che si rifiutano di praticare interruzione di gravidanza per motivi di coscienza".
L'Onu denuncia inoltre come a causa di ciò si sarebbe registrato in Italia un incremento degli aborti clandestini."Lo Stato dovrebbe adottare misure necessarie per garantire il libero e tempestivo accesso ai servizi di aborto legale" .
Aborto e adozioni gay secondo l'Onu: troppi obiettori e pochi bambini

I DATI
Il Ministero della Salute non ci sta e replica con dati alla mano. 
Secondo quanto documentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il numero di medici obiettori, circa il 70%, non lederebbe affatto il diritto delle donne ad abortire. Una tesi questa che da troppi anni viene tuttavia sbandierata allo scopo di inserire nella legge limitazioni al diritto all'obiezione, ma che poi all'atto pratico non troverebbe conferma.
Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute, in Italia il numero di ginecologi obiettori si mantereebbe stabile a fronte di una diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanza. 
Nel 1983 queste erano pari a 233.976; nel 2013 sono più che dimezzate (102.760) e nel 2014 sono scese a 97.535. 
"In 30 anni, quindi, le ivg - spiegano dal Ministero - sono calate di 131.216 unità, mentre i ginecologi non obiettori sono scesi di sole 117 unità"
Non vi sarebbe secondo il Ministro Lorenzin una mancata applicazione della legge 194 che per altro evidenzia come da parte delle Regioni non sarebbe stata denunciata alcuna carenza di medici non obiettori. Segno che gli aborti verrebbero comunque garantiti. 
"I dati - spiegano dal Ministero - indicano una sostanziale stabilità del carico di lavoro settimanale per ciascun ginecologo non obiettore: considerando 44 settimane lavorative in un anno, il numero di Ivg per ogni ginecologo non obiettore, settimanalmente, va dalle 0.4 della Valle d'Aosta alle 4.7 del Molise, con una media nazionale di 1.6 Ivg a settimana (1.6 nel 2013, 1.4 nel 2012, 1.6 nel 2011). 
Ad ogni modo resta da capire come a giudizio dell'Onu dovrebbe essere garantito questo diritto presumibilmente violato. Vietando l'obiezione di coscienza? Ma se esiste un diritto all'aborto non è altrettanto sacrosanto per chi non condivide questa pratica per questioni etiche e di coscienza, il diritto di astenersi? Oppure come qualcuno ha fatto ultimamente predisponendo bandi specifici per assumere esclusivamente medici non obiettori? Ma in questo caso non si crererebbe un'evidente discriminazione ideologica? 

IL CAPITOLO ADOZIONI GAY
Ma non è tutto, perché l'Onu adesso vorrebbe imporre anche all'Italia le adozioni gay non consentite (ancora) dalla recente legge sulle unioni civili.
"L’Italia - si legge nel documento - dovrebbe considerare la possibilità di permettere loro di adottare bambini, compresi i figli biologici del partner, e assicurare ai bambini che vivono in famiglie omosessuali la stessa tutela legale di quelli che vivono in famiglie etero". 
Il Comitato Onu rileva inoltre delle lacune nella legge sulle unioni civili, varata nel 2016, e raccomanda in proposito che andrebbe garantito "lo stesso accesso alle tecniche di fecondazione in vitro per le coppie omosessuali". Ma la sovranita degli Stati, a questo punto, che fine fa?

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