L'appello per Charlie Gard, il Papa fa l'appello. Le reazioni sul web

03 luglio 2017 ore 10:03, Andrea Barcariol
Papa Francesco scende in campo per sollecitare le autorità inglesi a mantenere in vita il piccolo Charlie Gard.
Il bimbo di 10 mesi in un ospedale a Londra per una malattia rara che i medici definiscono incurabile e vogliono staccare la spina per non cadere nell’accanimento terapeutico. Greg Burke, ha informato che il Papa «segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori. Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo».

L'appello per Charlie Gard, il Papa fa l'appello. Le reazioni sul web
Nei giorni scorsi era intervenuto anche monsignor Vincenzo Paglia, presidente dell'accademia per la vita ed era stato twittato dall'account Pontifex l'invito a proteggere la vita umana. Il mondo cattolico, in questi giorni, si è mobilitato in massa in tutto il mondo. Veglie di preghiera, raccolte di firme, appelli. Un invito alla famiglia è arrivato anche dalla Cei. «Le strutture cattoliche, come il Gemelli o il Bambin Gesù, o altre strutture simili, sarebbero ben disposte ad accogliere questo fanciullo per potergli dare vita», ha dichiarato don Carmine Arice, Direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e membro della Pontificia commissione per le strutture sanitarie. «Mi chiedo - ha aggiunto il sacerdote - perché ci debbano essere dei luoghi nei quali, la vita quando è così fragile, non possa essere altrettanto curata e custodita?». 
Non è ancora chiaro quando i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra decideranno di staccare le macchine dopo che i medici venerdì hanno deciso di dare ai genitori qualche ora di tempo per stare accanto al piccolo. "Ci stiamo godendo ogni istante che ricorderemo per sempre con i cuori molto pesanti", ha detto la madre, Connie Yates.
Il bimbo soffre fin dalla nascita di sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una malattia di cui sono noti solo altri 16 casi in tutto il mondo e che impedisce al corpo di produrre sufficiente energia per alimentare da solo organi vitali interni come fegato e cervello, che così deperiscono progressivamente ed in modo inarrestabile.
Il caso di Charlie è stato anche al centro di una battaglia legale. I genitori hanno chiesto di sottoporre il figlio a una terapia sperimentale negli Usa ma gli specialisti dell’ospedale si sono detti certi che tale trattamento non lo avrebbe aiutato. Nella vicenda è stata chiamata anche la Corte europea dei Diritti umani, come prima avevano fatto i tribunali del Regno Unito nei vari gradi d’appello, che martedì scorso si è pronunciata in favore dei medici del Great Ormond Street Hospital.
Una sentenza che ha subito provocato reazioni sul web, con tanti che hanno preso le difese dei genitori.

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