Arcivescovo promosso da Bergoglio al Sant'Uffizio nei guai per prete pedofilo

03 luglio 2017 ore 15:02, Americo Mascarucci
Finita l’era di Gerhard Ludwig Müller alla guida della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ex Sant’Uffizio. Papa Francesco infatti alla scadenza del suo mandato ha deciso di non rinnovarlo nell’incarico nominando al suo posto il gesuita Luis Francisco Ladaria Ferrer. Una decisione per certi versi inaspettata: se infatti Muller era annoverato nella schiera dei cardinali conservatori e avesse espresso in passato riserve sulle aperture di Bergoglio in merito alla comunione ai divorziati risposati, sembrava che fra lui e il Papa l’intesa fosse piuttosto solida. Invece appena ne ha avuto l’occasione Francesco si è liberato di quel porporato scomodo, vicinissimo a Benedetto XVI e da questo scelto alla guida della Congregazione forse più importante della Chiesa Cattolica, chiamata a vigilare sulla dottrina e sui rischi di deviazione della fede. Il suo sostituto è persona ritenuta molto vicina al Papa e come lui aperto sui temi cari al Pontefice. Dovremo quindi aspettarci una Congregazione meno rigida sulle questioni dogmatiche e di fede e più attenta a conciliare il magistero con le istanze della modernità?
Arcivescovo promosso da Bergoglio al Sant'Uffizio nei guai per prete pedofilo

CHI E' - Ma chi è il nuovo Prefetto dell’ex Sant’Uffizio? Luis Francisco Ladaria Ferrer. Nasce a Manacor, in diocesi di Mallorca, il 19 aprile 1944. Compiuti gli studi di Filosofia e Teologia presso l'Università Pontificia Comillas di Madrid e la Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen di Francoforte sul Meno, riceve l'ordinazione sacerdotale il 29 luglio 1973.
Nel 1975 consegue il dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Dal 1984 è ordinario di Teologia dogmatica alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e, dal 1986 al 1994, vice-rettore della medesima università.
Nel 1995 viene nominato consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e, nel 2004, segretario generale della Commissione Teologica Internazionale.
Il 9 luglio 2008 è eletto arcivescovo titolare di Tibica e nominato segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. Riceve la consacrazione episcopale il 26 luglio per l'imposizione delle mani del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Il 2 agosto 2016 è nominato presidente della Commissione di studio sul Diaconato delle donne.
Appare evidente come le sue idee siano abbastanza distanti da quelle del predecessore Muller e molto più concilianti verso le istanze progressiste provenienti dentro e fuori la Chiesa. 

LE ACCUSE - Tuttavia nelle ultime ore ecco che una pesante ombra si è addentrata sull’uomo di Bergoglio. Su Repubblica i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Giuliano Foschini hanno denunciato come in passato il nuovo Prefetto abbia coperto un prete pedofilo  ridotto allo stato laicale per abusi sessuali su minori da un tribunale del Vaticano. I giornalisti scrivono che il sacerdote appartenente alla congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza e risiedente nel vescovato di Lucera, vicino Foggia venne messo sotto processo in Vaticano nel 2009: il 16 marzo del 2016 fu condannato alla pena massima, cioè alla messa in stato laicale per abusi sessuali su minori.  Ladaria Ferrer che istruì il processo contro il prete pedofilo è accusato di aver dato disposizione ai superiori del sacerdote di non divulgare la notizia dell'avvenuta riduzione allo stato laicale per non ingenerare scandalo fra i fedeli e di rendere pubblica la notizia soltanto nel caso in cui vi fosse un concreto rischio per altri minori. Secondo quanto riporta Repubblica al sacerdote venne consentito di continuare a indossare il clergy (il colletto bianco delle camicie usate dai preti) e di continuare a farsi chiamare don. "Dopo la condanna - riporta l'articolo - l'uomo decise di restare dov’era, diventando allenatore di una squadra di calcio giovanile senza che nessuna delle famiglie sapesse della sentenza e, secondo le accuse, abusò di una decina di altri ragazzini. Nell’aprile del 2015, grazie alla denuncia dei genitori di un bambino di 11 anni, è stato arrestato e condannato nel luglio del 2016 in primo grado a otto anni di carcere. Tra qualche giorno inizierà un nuovo processo a suo carico per gli abusi su altri nove minorenni".
L'articolo conclude con questa considerazione: "Vero che nella missiva Ladaria e il suo capo di allora aggiungono che coloro che avevano potestà diretta sul prete, avrebbero potuto rompere il patto dell’acquiescenza davanti a un nuovo pericolo di abusi su minori, e che in quel caso si poteva divulgare la notizia della dimissione, nonché il motivo canonico sotteso. Ma si tratta di una postilla pilatesca: invece di denunciare il pedofilo alla magistratura, il nuovo capo della Congregazione per la Dottrina della Fede spostava infatti ogni responsabilità di vigilanza sull’istituto di appartenenza del maniaco. Un controsenso, visto che il vescovo, il parroco e il superiore dell’Ordine non hanno più alcuna influenza su un sacerdote ormai spretato".

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