"Amoris Laetitia contro Magistero e Tradizione della Chiesa": l'intervista al teologo della Correzione Filiale

03 ottobre 2017 ore 12:27, intelligo
“Si stanno diffondendo eresie. Il nostro non è un attacco al Papa o un atto ostile a lui”. E' la sintesi dell'intervista a La Fede Quotidiana del sacerdote e teologo bolognese don Alfredo Morselli, firmatario della Correctio filialis che lancia l'allarme eresie sull'esortazione apostoilica Amoris Laetitia. RIPROPONIAMO L'INTERVISTA di Michele M. Ippolito 

Don Morselli, che cosa vi ha spinti?

“Lo stato di  confusione esistente nella Chiesa, nella quale circolano e si diffondono idee e concetti sbagliati ed anche ereticali. Sia ben chiaro: come è possibile accertare leggendo il nostro documento, senza prevenzione o posizioni a priori, l’oggetto della correzione filiale non è la persona del Pontefice che nessuno accusa di eresia”.
'Amoris Laetitia contro Magistero e Tradizione della Chiesa': l'intervista al teologo della Correzione Filiale
E allora che cosa contestate?

”Il problema nasce dal fatto  che i Dubia del quattro cardianali su Amoris Laetitia non hanno avuto la risposta che era giusto dare, alla pari della nostra lettera del giorno 11 Agosto che, perdurando il silenzio, abbiamo reso pubblica. Noi pensiamo che su Amoris Laetitia sia necessario ed anche urgente  un definitivo chiarimento, visto quello che sta accadendo”.

Che cosa accade?

”Che vi è oggettiva confusione. Ma è la stessa Chiesa che vive questa confusione sia pastorale che dottrinale e quello che sta avvenendo dopo Amoris Laetitia ne è la prova. Io stesso dissi, proprio a voi, che la Chiesa vive il suo inferno, come del resto aveva detto la Madonna a Fatima. Però, io resto ottimista perchè la Chiesa reggerà, la forze del male non prevarranno mai”.

Amoris Laetitia diffonde eresie?

”Il documento va contro il Magistero e la Tradizione della Chiesa, e  contraddice quanto detto da Giovanni Paolo II. Proprio questo è il tema della nostra filiale correzione: evitare che, con quel testo, si diffondano idee che sono oggettivamente eretiche. Dare la comunione al divorziato risposato civilmente e dunque in peccato grave, è eretico e questo indulgere nella etica della situazione e delle circostanze mi sembra  pericoloso. Bisogna, al contrario, ribadire che esistono atti intrinsecamente cattivi che nessuna circostanza può rendere buoni. Ammettendo ai sacramenti chi versa in peccato grave, distrugge o abbatte la dottrina cattolica del matrimonio, della eucarestia e della confessione. E’ possibile, non lo escludo, che oggi il Papa si circondi di collaboratori  in eresia che in realtà non vogliono il suo bene e sono dei nemici di fatto. Penso che sia mal consigliato. Ma, lo ribadisco, noi non siamo contro la persona del  Papa che non accusiamo. Non è un atto ostile a lui”.

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