Da Brexit all'Europa sociale, Pagano (Lega): "Salvini si rifà a Giovanni Paolo II"

30 marzo 2017 ore 12:45, intelligo
In questi giorni è in discussione in Parlamento in decreto immigrazione del Governo, tematica sempre molto delicata e che divide ogni volta le parti in gioco, su dinamiche e idee di fondo, operatività e prospettiva globale. E mentre nelle aule si discute questo decreto, viene sgominata a Venezia una cellula jihadista, composta di cittadini kosovari, che progettava, secondo quanto riportano le prime ricostruzioni, un attentato al Rialto. E sullo sfondo l'inizio del percorso della Brexit, con cui l'Inghilterra uscirà dall'Unione Europea. IntelligoNews, su queste tematiche, ha chiesto l'opinione di Alessandro Pagano (Noi con Salvini).

Da Brexit all'Europa sociale, Pagano (Lega): 'Salvini si rifà a Giovanni Paolo II'
In discussione in Parlamento il decreto immigrazione del Governo: maggiore sensibilità al tema o scontro ideologico? Come va vista questa dinamica, alla luce della cellula jihadista sgominata a Venezia, che confermerebbe saldatura fra immigrazione e radicamento terrorista?

''La nostra posizione è molto chiara e netta, e mi pare la Lega ormai la esprima in tutte i contesti e a qualsiasi latitudine: il problema va affrontato solo ed esclusivamente cercando di rispettare quelli che sono i diritti essenziali dell'uomo. Su questo Salvini è stato molto chiaro nella sua visita a Lampedusa: quando una persona scappa da guerre, infibulazione e persecuzioni deve essere sostenuta strutturando un aiuto umanitario vero e serio, a qualsiasi livello. Ogni altra cosa si scontra con l'intelligenza umana, con la logica e con il buon senso, e questo trova conferme puntuali nell'osservazione reale, la migliore situazione per poter dichiarare la verità: il reale ci dice che ci sono infiltrazioni di tipo terroristico, che passano tutte per l'Italia, e che trovano motivi di esplicitazione violenta in tutta Europa. E l'Italia verrà lasciata per ultima perché è un momento di passaggio. La vicenda è molteplice, ci sono dei momenti legati alla criminalità, le cui nuove forme ormai sono intrinseche a questo, e infine esiste un disagio di tipo culturale, con la non integrazione di molti che arrivano nel nostro Paese e che qui rimangono, evidentemente, solo perché lo stanno spremendo come un limone. Allora la sintesi è: sì agli aiuti a coloro che ne hanno bisogno, ma fermezza in tutte queste altre situazioni, perché sono l'anticamera dei problemi''.

Due fotografie: le celebrazioni dei 60 anni dei Trattati di Roma e la Brexit. È il paradosso dell'Europa? L'Europa diverrà mai 'sociale'?

''Anche su questo la posizione della Lega è assai chiara e si rifà anche ad un magistero corposissimo, che è quello di Giovanni Paolo II, che da tempo sosteniamo: l'Europa delle patrie, delle tradizioni e delle identità. Questa è la nostra storia e non possiamo disconoscerla. Addirittura dobbiamo respirare a doppi polmoni, come sosteneva Giovanni Paolo II e oggi lo stesso Salvini sostiene, con un'attualità straordinaria, e cioè guardando a Occidente e Oriente. E ogni collegamento con la Russia, in questo senso, non è casuale. Tutto questo che abbiamo detto, ovviamente, è cosa ben diversa da un'Unione Europea fatta di burocrazia assoluta, di leadership nominata non si sa da chi, e di privazione della sovranità, prima di tutto monetaria che tanti problemi ci ha causato, per passare a tutte le libertà individuali che tocchiamo tutti i giorni''.

E relativamente alla Scozia, i cui presto si terrà il secondo referendum per lasciare il Regno Unito?


''Il problema scozzese non va omologato a quello che abbiamo detto, perché la Scozia ha una problematica di tipo esistenziale, passionale con l'Inghilterra, ovvero una dinamica tutta interna''.

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autore / intelligo
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