Contro il dolore religioni unite su cure palliative con la carta che fa chiarezza

31 marzo 2017 ore 15:30, Americo Mascarucci
Cure palliative e religioni, un tema di stretta attualità soprattutto ora che, dopo il caso di Dj Fabo si è riaperto il dibattito sul fine vita. Putroppo c'è molta confusione fra cure pallative, accanimento terapeutico, eutanasia come se tutte fossero le facce di una stessa medaglia. Certo, ad accomunarle c'è il dolore di una persona, la sofferenza umana, ma troppo spesso ad esempio le cure pallative vengono confuse con l'accanimento terapeutico ingenerando contrasti ed equivoci soprattutto dal punto di vista etico. 
In Italia, dal 2010, grazie alla Legge 38, è prevista la possibilità di accedere alle cure palliative per tutti i cittadini, dai bambini agli anziani, anche se al riguardo c'è scarsa informazione. 
Per la prima volta a Roma si sono riuniti i rappresentanti delle maggiori religioni, esperti dei diritti umani, medici, infermieri, pazienti e volontari per partecipare all’incontro "Religioni Insieme per le Cure Palliative” avvenuto presso la sede di Radio Vaticana. L’evento è stato promosso dalla Fondazione Maruzza, Onlus da sempre impegnata nel diffondere la conoscenza e l’importanza delle cure palliative, in collaborazione con la Pontificia Accademia per la Vita 
L'incontro è stato moderato da Manuela Lucchini giornalista TG1.

COSA SONO LE CURE PALLIATIVE 
La parola cure palliative è derivata dal termine latino pallium, sinonimo di assistenza, accoglienza e, più precisamente, adesione solidale e supporto (lett. portare sotto) ai malati e al loro nucleo familiare ed affettivo, nonché sollievo al dolore.
Le cure sono fornite grazie al contributo decisìvo di medici, infermieri, psicologi, fisiatri; e associazioni di volontari specializzate che forniscono assistenza umana e altamente professionale h24, festivi inclusi, insieme a materiale sanitario quali "aste" per flebo e materassini con lettino anti-decubito. La tradizione di fornire cure a tutti i bisognosi di conforto, anche ai moribondi, possono essere considerate alla base dell'istituzione degli ospedali, carattere che acquisirono in particolare con il passaggio della gestione agli ordini ecclesiastici, durante il medioevo. La nascita della moderna medicina palliativa, intesa come consapevole e mirata opera del portare sollievo ai malati senza speranza di guarigione, è però attribuita a Cicely Saunders, ex assistente sociale e infermiera inglese, poi divenuta medico con lo specifico scopo di portare la medicina su un campo allora poco praticato. Dopo aver trascorso molti anni accudendo malati di tumore in fase terminale, Saunders decise di fondare un'istituzione apposita per permettere un trattamento dignitoso a tutti coloro su cui gravava una prognosi infausta. Vide così la luce nel 1967 il St Christopher, ospedale intitolato al patrono dei viaggiatori, in cui l'attenzione principale, non potendo più focalizzarsi sulla guarigione, si rivolgeva alla qualità dell'ultima parte della vita dei pazienti, attraverso cure studiate appositamente per limitarne la sofferenza e i disturbi più invalidanti.
Il modello trovò accoglienza rapida, diffondendosi in tutto il mondo, grazie a istituzioni pubbliche e private, contribuendo a sviluppare una disciplina medica specifica. 
Contro il dolore religioni unite su cure palliative con la carta che fa chiarezza

IL CONVEGNO
Il convegno è stata l'occasione per presentare il Progetto "Carta delle Religioni per le Cure Palliative per le Persone Anziane", un documento unico di valore universale condiviso e firmato da rappresentanti religiosi di diverse fedi, specialisti in cure palliative, geriatri, esperti di diritti umani, comunicatori, pazienti, volontari e famiglie provenienti da diverse culture, fedi ed esperienze. 
L'incontro ha visto l'intervento di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. 
"C'è una dimensione che tocca con particolare profondità le religioni- ha detto Paglia - ed è la cura che loro hanno o che sono invitate ad avere per tutto l'uomo, per la sua salute spirituale, la salute del loro corpo, per comprendere che il senso della vita non è solamente un'attenzione per loro stessi, ma per tutti, in particolare quelli più deboli. Quella regola d'oro che dice: 'Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te stesso', tradotta positivamente vuol dire 'Sii attento agli altri come se fossero te stesso'. Ecco perché l'amore e la cura sono parte fondamentale del messaggio religioso ed è in questo prendersi cura dell'altro che la filosofia di fondo delle cure palliative trova nelle religioni una delle fonti più importanti- ha concluso- per essere allargata sostenuta e approfondita in tutte le parti del mondo"

LA CARTA
"Questa carta è fondamentale – ha poi spiegato la professoressa Rosanna Cerbo membro della Commissione dolore OMCeO Roma e Segretario Generale Opera Karol Wojtyla– in un certo senso siamo anche fortunati visto che le tre religioni abramitiche, quindi Ebraismo, Cristianesimo e Islam, su quanto riguarda l’attenzione al fine vita hanno delle idee assolutamente sovrapponibili, magari molte sono diverse, aborto, matrimonio, ma sul fine vita del tutto simili. Ribadisco che c’è tanto da lavorare, in primo luogo perché le persone capiscano bene la differenza che esiste fra i termini, accanimento terapeutico, cure palliative, sedazione, eutanasia, suicidio assistito, ed altro… si fa una confusione enorme, per cui quando succede un caso tipo quello di Dj Fabo, non si ha la minima idea di cosa si sta parlando".

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