Gesù via dalla storia, aC e dC politicamente scorretto: meglio Bce e CE

05 ottobre 2017 ore 13:14, intelligo

Addio alle sigle “AC” e “DC". Via Gesù dalla storia e dalle date, meglio essere neutrali, senza più identità né memoria, così solo potremmo aprirci davvero al nuovo mondo globalizzato. A proporre la notizia choc che sta scandalizzando quasi la compattezza dell'opinione pubblica sono le scuole del Sussex e dell’Essex, in Inghilterra. Democraticamente e nel nome del “politicamente corretto” hanno bandito l’uso delle espressioni “Avanti Cristo” e “Dopo Cristo”. Un conteggio, un metro usato, che risale a Dionigi che lo propose come evento di riferimento in alternativa all’ascesa al soglio imperiale di Diocleziano. Ma si riconsegniamo la Storia a un tiranno meglio di Cristo sarà sicuramente per i buonisti inglesi. 

La decisione, tra l'altro arbitraria, è avvenuta a detta loro in nome della solidarietà e del rispetto nei confronti degli studenti non cristiani. Indicative le sigle neutre scelte che sono: “BCE” e “CE”, quasi si trattasse nel Banca Mondiale Europea e della Comunità Europea. Invece stanno per “avanti l’era comune” e “era comune”, dove per common era si indica praticamente il periodo iniziato con la nascita del Cristo: tale locuzione è equivalente ai fini computistici con BC, ma è formulata in modo da evitare qualunque riferimento al cristianesimo.

Gesù via dalla storia, aC e dC politicamente scorretto: meglio Bce e CE

Gesù praticamente non ha sconvolto il mondo pagano, non ha inciso nella storia e delle battaglie, non ha rovesciato "i potenti dai troni", ma c'è nascosto dietro. Invece quel passaggio, storicamente, è al centro della Storia e non delle istituzioni umane. Un messaggio che fa orrore al politicamente corretto, e che non può essere accettato. All'inizio sembrava una bufala, ma poi andando ad indagare questo genere di richieste non sono le prime: giù negli anni ’90 negli Stati Uniti e poi in Australia qualcuno ha fatto a meno di Ac e DC. Ma sono legittimi provvedimenti del genere? Sì, perchè le scuole possono adottare per le loro classi (in questo caso parliamo delle scuole dell’Essex e del Sussex) scelte che non incidono al di fuori del loro ambito. Si tratta dunque di formalità e chissenefrega se incide nell'educazione dei bambini. Quello è un effetto da tacere, anzi, gli effetti culturali vengono storicamente sottovalutati per poi piangerci sopra quando ormai i danni sono fatti. E' l'errore commesso nel '68 a chi contestava contenuti, valori e idee della sinistra, che ha spinto sulle scuole e sugli eventi per entrare nella mentalità dell'epoca e cambiarla. A casa o in famiglia tutti gli altri, a parlare male davanti a un pollo coi peperoni dei compagni e di chi stava distruggendo un metodo e una scala di valori che mai più sarebbero stati ripresi in mano. Cultura e identità sono due principi propri dell’uomo, la persona è quello intorno a cui ruota (o meglio ruotava) l’Occidente intero grazie al Cristianesimo.

L'ANNO 0

Nella notazione degli storici, come riporta Wikipedia, che normalmente utilizzano il calendario giuliano per i periodi antecedenti l'introduzione del calendario gregoriano, l'anno 0 dell'era cristiana non esiste e si passa direttamente dall'anno 1 avanti Cristo all'anno 1 dopo Cristo: infatti il numero 0 venne introdotto in Europa solo dal 1202 dal pisano Leonardo Fibonacci. Esistono tuttavia altre notazioni come quella degli astronomi, che prevedono l'anno 0 per indicare l'anno 1 a.C. degli storici.[1] Tradizionalmente, l'anno 1 dell'era cristiana è l'anno successivo al momento in cui si riteneva che fosse avvenuta la nascita di Gesù. Più precisamente, intorno al 523 il monaco Dionigi il Piccolo calcolò che l'anno 1 dell'era cristiana fosse incominciato nell'anno 753 dalla fondazione di Roma (aUc: ab Urbe condita). In realtà, la cronologia di Dionigi il Piccolo entrò in uso solo tra l'VIII e il X secolo, quando fu adottata dalla Chiesa di Roma. L'uso dell'era cristiana anche per gli anni avanti Cristo è molto più recente.
autore / intelligo
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