"Anche nella Chiesa subordinazione della donna": verso il sacerdozio femminile?

05 ottobre 2017 ore 15:58, Americo Mascarucci
"Le forme di subordinazione che hanno tristemente segnato la storia delle donne vanno definitivamente abbandonate".  Così Papa Francesco ha parlato durante l'udienza ai partecipanti alla XXIII Assemblea Generale dei Membri della Pontificia Accademia per la Vita. "Questo è un invito alla responsabilità per il mondo, nella cultura e nella politica, nel lavoro e nell'economia; e anche nella Chiesa - dice Francesco - Non si tratta semplicemente di pari opportunità o di riconoscimento reciproco. Si tratta soprattutto di intesa degli uomini e delle donne sul senso della vita e sul cammino dei popoli".
'Anche nella Chiesa subordinazione della donna': verso il sacerdozio femminile?

COSA HA DETTO IL PAPA
"Si tratta soprattutto di intesa degli uomini e delle donne sul senso della vita e sul cammino dei popoli - ha poi aggiunto il Papa - L'uomo e la donna non sono chiamati soltanto a parlarsi d'amore, ma a parlarsi, con amore, di ciò che devono fare perché la convivenza umana si realizzi nella luce dell'amore di Dio per ogni creatura. Parlarsi e allearsi, perché nessuno dei due - né l'uomo da solo, né la donna da sola - è in grado di assumersi questa responsabilità. Insieme sono stati creati, nella loro differenza benedetta; insieme hanno peccato, per la loro presunzione di sostituirsi a Dio; insieme, con la grazia di Cristo, ritornano al cospetto di Dio, per onorare la cura del mondo e della storia che Egli ha loro affidato. In tale prospettiva, si tratta anzitutto di riconoscere onestamente i ritardi e le mancanze. Le forme di subordinazione che hanno tristemente segnato la storia delle donne - ha concluso Francesco - vanno definitivamente abbandonate. Un nuovo inizio deve essere scritto nell'ethos dei popoli, e questo può farlo una rinnovata cultura dell'identità e della differenza". 

VERSO IL SACERDOZIO FEMMINILE?
Fa riflettere quell' "anche per la Chiesa" che il Papa ha pronunciato con riferimento agli ambiti in cui è necessario superare "le forme di subordinazione che hanno tristemente segnato la storia delle donne". Solo che nella Chiesa non si capisce proprio dove si evidenzi questa subordinazione se non nel fatto che le donne sono escluse dal sacerdozio, consentito invece nel mondo protestante e anglicano. 
Perché va detto che la Chiesa ha sempre esaltato e mai subordinto il ruolo della donna. Basti pensare alla figura di Maria, la madre di Gesù elevata a strumento essenziale per la salvezza dell'umanità permettendo a Dio di incarnarsi e farsi uomo. Esaltando inoltre la famiglia come pilastro fondamentale della società, la Chiesa ha sempre inteso valorizzare la figura della donna - madre, ribadendo il principio che un figlio può nascere solo e soltanto dall'unione imprescindibile dei due sessi, ma con la donna nel ruolo di elemento essenziale per la realizzazione del disegno di Dio. la continuazione del mondo attraverso l'atto fondamentale della procreazione. E quanti nel mondo cattolico si sono battuti contro le unioni civili e le nozze gay, anche in presenza di una Chiesa contraria a "crociate ideologiche" lo hanno fatto proprio per rivendicare e ribadire il concetto di famiglia come nucleo fondante della società italiana ed europea e per ribadire che non può esistere "famiglia senza madre", cioè senza donna. 
Una subordinazione che al contrario è contemplata in altre religioni che considerano la donna un essere inferiore e come tale obbligata a sottostare, sempre e comunque, anche con la violenza alla volontà dell'uomo. Non è così per la religione cattolica dove la parità fra uomo e donna è perseguita da sempre tranne che appunto per ciò che concerne il sacerdozio. Ma anche qui l'accesso alle donne non è negato sulla base di motivazioni discriminaorie, ma sulla base del fatto che Gesù per assicurare continuità alla sua Chiesa ha scelto dodici uomini come apostoli, pur riconoscendo l'importanza delle donne nell'annuncio del Vangelo (vedi l'annuncio della resurrezione affidato a Maria di Magdala e all'altra Maria che vanno al sepolcro). 
Del resto che Papa Francesco non escluda l'ammissione delle donne al sacerdozio è confermato dalla sua volontà di istituire una Commissione di studio sul diaconato femminile nella Chiesa primitiva ritenendo che le donne diacone possano essere "una possibilità per oggi". Non propriamente un'ordinazione sacerdotale in piena regola ma la possibilità per le donne di impartire sacramenti come il battesimo e il matromonio. Prima di lui era stato Carlo Maria Martini a proporre questa soluzione in contrapposizione al no di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI.
Con la dichiarazione di oggi Francesco compie un passo ulteriore in direzione delle "donne prete"? 

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