Charlie Gard, Adinolfi (PdF): "Oltre l'eutanasia. Sfregio a Papa e Trump unico leader anti morte"

07 luglio 2017 ore 12:52, Americo Mascarucci
Spunta una terapia per Charlie Gard ma il piccolo potrebbe essere ucciso nelle prossime ore. I medici starebbero per staccargli la spina forti di due sentenze, una della magistratura britannica, l'altra della Corte europea dei diritti dell'uomo. Un ospedale americano sarebbe pronto ad inviare ai medici londinesi che hanno in cura il bimbo una terapia sperimentale, mentre il Vaticano sta tentando ogni strada utile e necessaria per salvare il piccolo, compreso il rilascio del passaporto vaticano. La madre ha però fatto sapere che i medici sarebbero decisi ad andare avanti per la loro strada, staccando a Charlie la spina fra poche ore. Intelligonews ha chiesto un commento al presidente del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi.
Charlie Gard, Adinolfi (PdF): 'Oltre l'eutanasia. Sfregio a Papa e Trump unico leader anti morte'

Spunta una terapia sperimentale che potrebbe essere applicata a Charlie e il Papa ha offerto un passaporto vaticano al piccolo per superare i problemi legali che ne ostacolerebbero il trasferimento a Roma al Bamino Gesù: la madre però annuncia che i medici starebbero per staccare la spina. Quante possibilità ci sono di salvarlo ancora?

"Il problema qui è rappresentato dai medici inglesi che da mesi si sono orientati sulla soluzione di staccare la spina, rinunciando mesi fa ad offrire a Charlie Gard la possibilità di sperimentare lo studio di una cura innovativa che i medici americani, in accordo con quelli del Bambino Gesù, hanno costruito in poche ore. Non credo quindi che rivedranno una decisione che si ostinano a portare avanti da mesi. Del resto le sentenze giuridiche che riconoscono il diritto di staccare la spina derivano da un'impugnativa della volontà dei genitori da parte dei medici decisi a costituire un precedente per poter procedere analogamente su casi simili. In Gran Bretagna non esistono i codici ma la sentenza che costituisce precedente. Non dimentichiamo poi che la Gran Bretagna ha un'attenzione quasi spasmodica per i costi della sanità e fa una valutazione del paziente in relazione a quanto costa per le strutture in cui è ricoverato. Dunque al sistema sanitario britannico serve questo precedente giuridico. Infine c'è l'aspetto politico-culturale legato al prevalere di una cultura di morte che il mondo Pro Life sta straordinariamente contrastando, grazie soprattutto alla forte mobilitazione del mondo cattolico italiano che ha portato alle forti prese di posizione per Charlie del Papa prima e di Trump poi". 

C'è pero chi accusa il Vaticano di essersi attivato in ritardo: si fosse mosso prima, forse con la stessa celerità dimostrata per i migranti, non si sarebbe potuto ottenere qualcosa? 

"La base cattolica si è mossa dall'inizio, è stata sempre molto vivace in difesa del piccolo Charlie, da mesi parliamo di questo caso. I cattolici non devono preoccuparsi di ciò che fa il Papa o fanno i vescovi, ma devono avere la responsabilità di ciò che si può fare e farlo. Il problema vero qui è l'assenza del mondo cattolico dai luoghi decisionali con il paradosso che il presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo è un cattolico che fa sentenze come quella di Charlie. Può anche esserci stato un ritardo di intervento da parte della Santa Sede ma l'intervento c'è stato e anche importante. Se viene ucciso Charlie Gard viene ucciso in sfregio a Papa Francesco che ha parlato e ha chiesto in modo forte e risoluto di non staccare la spina. Uno sfregio al Pontefice, all'impegno del segretario di stato Parolin, e all'impegno di un ospedale collegato al Vaticano come il Bambino Gesù. Guarda caso appena l'ospedale cattolico si è offerto di ospitare Charlie sono partite alcune mirate campagne di stampa per denunciare presunte passate negligenze della struttura. C'è un orientamento brutalmente anti-cattolico che è ben più grave dei presunti ritardi del Vaticano".

I genitori sarebbero talmente sconvolti secondo i medici da non essere in grado di poter decidere con serenità la migliore soluzione per il bambino. Un principio pericoloso che potrebbe ricondurre allo Stato ogni decisione in merito al destino di malati terminali, ma anche disabili o persone affette da patologie incurabili?

"Il rischio c'è ed è evidente. Charlie Gard muore perché costa troppo allo Stato. Inutile nascondere la verità. Siamo in presenza di un pericoloso passo avanti oltre l'eutanasia che prevede almeno l'atto di volontà del paziente. In questo caso invece si affidano allo Stato le decisioni sul corpo del paziente fino alla soppressione. Da questo punto di vista va sicuramente elogiato il comportamento del presidente Usa Donald Trump, unica autorità in lotta contro la cultura della morte, mentre poco o nulla ha fatto il Governo italiano". 
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