Negri: "Complotto di Obama per rinuncia Benedetto XVI". E in Conclave?

08 marzo 2017 ore 12:28, Americo Mascarucci
Stanno facendo molto discutere le dichiarazioni dell’ex arcivescovo di Ferrara Luigi Negri rilasciate al quotidiano online Riminiduepuntozero. Negri si è dimesso per raggiunti limiti di età e a breve sarà sostitiito alla guida dell’Arcidiocesi estense. Amico di Benedetto XVI prima che diventasse Papa e a lui rimasto legato sia durante il Pontificato che dopo la rinuncia, non ha mai fatto mistero di non sentirsi troppo in sintonia con Francesco, ritrovandosi anche al centro del gossip per alcune dichiarazioni sul Papa che le sarebbero state carpite in maniera indiretta durante conversazioni private. 
Stavolta Negri parla a viso aperto e racconta nuovi retroscena sulla rinuncia di Benedetto XVI confermando come questa non sia stata affatto libera ma frutto di forti pressioni cui Ratzinger non sarebbe riuscito a sottrarsi.
Negri: 'Complotto di Obama per rinuncia Benedetto XVI'. E in Conclave?

IL RUOLO DI OBAMA
Negri racconta di aver incontrato il Papa emerito negli ultimi tempi e dice: 
"Negli ultimi incontri l’ho visto infragilito fisicamente, ma lucidissimo nel pensiero. Ho poca conoscenza – per fortuna – dei fatti della Curia romana, ma sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano. Benedetto XVI ha subito pressioni enormi. Non è un caso che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto. Resta per ora un mistero gravissimo, ma sono certo che le responsabilità verranno fuori"
Poi conclude: "Si avvicina la mia personale “fine del mondo” e la prima domanda che rivolgerò a San Pietro sarà proprio su questa vicenda".

I SOSPETTI
Accuse quelle di Negri che sembrano confermare quello che molti hanno sempre ipotizzato. 
Che Obama non amasse Benedetto XVI è fuor di dubbio, visto che il Pontefice tedesco ha sempre sostenuto l’azione dei vescovi statunitensi contro le politiche laiciste dell’ex presidente favorevole ad aborto, eutanasia, nozze gay ecc. Un supporto che non è venuto meno con Francesco ma si è fatto sicuramente meno pressante, non perché Bergoglio sia favorevole ad aborto, eutanasia e nozze gay, ma perché l’attuale pontificato sembra mettere in primo piano altre esigenze, prima fra tutti l’accoglienza. Non è un caso che, mentre la maggioranza dei cattolici Usa abbia votato per Donald Trump, i rapporti fra il neo presidente Usa e il Vaticano siano stati finora improntati alla freddezza e alla diffidenza. Perché alla fine per Francesco alzare muri e respingere migranti sembra essere un crimine quasi più grave di un aborto. 
Premesso questo, se è vero che Obama abbia esercitato forti pressioni per far ritirare Benedetto XVI è anche plausibile che possa aver esercitato pressioni sul Conclave per far eleggere Francesco? 
Che i cardinali americani abbiano esercitato un forte peso sull’elezione di Bergoglio sembra certo, ma va detto che si tratta degli stessi cardinali, in testa a tutti Timothy Dolan, accreditati come tradizionalisti. 
Ma non è escluso che le pressioni Obama possa averle esercitate anche su ben altri settori della Curia. 
Insomma, chissà che dall’indagine su Obama richiesta da Trump per far luce sulle presunte intercettazioni illegali di cui l’attuale presidente ha denunciato di essere stato vittima durante la campagna elettorale, non arrivino risposte anche sulle possibili interferenze dell’ex presidente Usa in Vaticano, prima e dopo la rinuncia di Benedetto XVI?
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