Milan da mr B. a mr Li: tutti i numeri del giorno del closing

13 aprile 2017 ore 14:02, Luca Lippi
Il ‘movimento’ in Piazza Belgioioso 2 allo studio legale Gianni Origoni& partners è cominciato la mattina presto, è iniziata la riunione tra venti avvocati ed advisor. La persona fondamentale è il notaio Ridella che chiuderà il repertorio dell'atto pubblico di cessione delle azioni una volta arrivati i 370 milioni di euro. 
Il club rossonero passerà da Fininvest al gruppo cinese Rossoneri Sport Investment Lux. Non è atteso Mister Li, la cui presenza "tecnicamente" non è necessaria. Tuttavia è necessaria la firma  dell'ad di Fininvest, Danilo Pellegrino, che firmerà il documento per la cessione del 99,93% delle azioni, a fronte del versamento dei 270 milioni di euro mancanti.
Dopo due rinvii, le parti escludono intoppi dell'ultima ora. Si stanno preparando i comunicati e i discorsi per la conferenza stampa di domani mattina. Il più atteso è ovviamente quello di Li Yonghong. Si attende di conoscere ambizioni e possibilità finanziarie del nuovo Milan, ma anche qualcosa di più sul personaggio che succederà a Silvio Berlusconi, di cui non si sa molto a parte l'età, 48 anni, e il valore del patrimonio, attorno ai 500 milioni di euro, più o meno il prezzo del Milan, debiti esclusi.
Milan da mr B. a mr Li: tutti i numeri del giorno del closing
Anche Adriano Galliani partecipa alla riunione per il closing con cui avverrà lo storico passaggio di proprietà nelle mani di Li Yonghong del Milan, di cui è amministratore delegato sin da quando lo acquistò Silvio Berlusconi nel 1986. Galliani è arrivato a bordo del suv su cui viaggia abitualmente: l'autista lo ha lasciato davanti all'ingresso del palazzo nella centralissima piazza Belgioioso e, accerchiato da decine di giornalisti, fotografi e operatori tv, l'ad rossonero ha varcato il portone senza rispondere alle domande.
È piuttosto importante il passaggio, non tanto per le cifre che ballano, quanto per la Storia del club a presidenza Berlusconi.
I Cinesi ereditano un passato fatto di  31 anni di successi e 29 trofei, non è proprio un’eredità leggerissima, i confronti saranno inevitabili, e da vedere se saranno anche impietosi.
C’è una considerazione da fere molto importante. Per la cina questo tipo di business è piuttosto nuovo, tuttavia in patria non hanno mai avuto squadre importanti, scuole calcio adeguate e soprattutto una cultura calcistica per come la intendiamo noi in Europa e in Italia soprattutto.
Certamente per Berlusconi è una questione economica, ma sarebbe più importante capire cosa significa realmente per Li Yonghong, ed è quello che vorranno sapere soprattutto i tifosi del Milan.

I NUMERI
Finora Yonghong Li ha versato nelle casse della Fininvest circa 250 milioni in tre tranche. Per completare l’operazione l’uomo d’affari cinese deve ancora versare altri 270 milioni per arrivare ai 520 milioni necessari a rilevare il 99,93% del Milan, oltre a mettere a disposizione del club, tra aumento di capitale da 100 milioni e un prestito soci da 50, circa 150 milioni, e pagare a Fininvest altri 70 milioni per rimborsare il prestito che la holding dei Berlusconi ha concesso al club per finanziare l’esercizio corrente.
In tutto Yonghong Li metterà sul piatto 720 milioni di euro cash. Fininvest incasserà complessivamente 590 milioni (520 per il 99,93% del Milan e 70 milioni come rimborso del prestito soci). Nel Milan arriveranno risorse per circa 150 milioni che potrebbero servire a rimborsare il debito in essere con le banche (che al netto dei 70 milioni di prestito soci ammonta proprio a 150 milioni) per poi aprire nuove linee di credito di pari ammontare per finanziare la campagna acquisti per la stagione 2017-2018.
Da dove provengono i capitali che Yonghong Li utilizzerà per acquistare il Milan?
La prima caparra da 100 milioni è stata pagata utilizzando fondi propri. Per la seconda, sempre da 100 milioni, Yonghong Li ha utilizzato denaro messo a disposizione della banca cinese Huarong, che lo ha finanziato attraverso la holding delle British Virgin Islands Willy Shine.
Attenzione Huarong non investe direttamente nel Milan considerato che i capitali concessi a Yongong Li sono anticipazioni necessarie ad “aggirare” i vincoli all’esportazione di capitali imposta dal governo cinese. Possiamo dunque considerarle come risorse proprie dello stesso Yonghong Li.
Per la terza caparra da 50 milioni il futuro proprietario del Milan ha utilizzato propri fondi offshore, partiti dalla Rossoneri Advanced Company Limited delle British Virgin Islands, transitati ad Hong Kong e poi girati alla Rossoneri Sport Investment Luxembourg.


#Milan #Closing #soldi #lussemburgo #Berlusconi # LiYonghong

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...