Tiempo Totti X Roma, gli ultimi scarpini del Capitano (limited edition)

26 aprile 2017 ore 16:38, Micaela Del Monte
Francesco Totti compie 25 anni di carriera, una carriera dedicata interamente alla sua squadra del cuore e a cui, nel bene e nel male, ha sempre dato tutto. Ora la Nike per celebrare questa splendida storia, purtroppo poco coronata da trofei, ha deciso di creare uno scarpino ad hoc: per un capitano, per la leggenda. Si chiamano Tiempo Totti X Roma e sono completamente oro e sono stati presentati questa mattina a Piazza San Lorenzo in Lucina di fronte a oltre 200 tifosi. Totti dovrebbe indossare i suoi nuovi e storici scarpini proprio domenica 30 aprile durante il quarto Derby di questa stagione, quello che presumibilmente sarà l'ultima stracittadina della sua carriera. 

Gli scarpini hanno un costo di 225 euro ed una tiratura limitata (solo 2500 esemplari), saranno venduti negli store ufficiali della Roma e in quelli di Nike. All’interno del negozio, Totti si è seduto su un trono giallorosso, sui gradini della scalinata i nomi dei Re di Roma e quello di Francesco Totti: "Io non mi sento Re di Roma, non mi piace giudicarmi ma essere giudicato. La lotta contro il Napoli? La viviamo con serenità, con tranquillità. Siamo a 4 punti da loro, ci sono poche partite anche se tre sono molto difficili sulla carta. Cercheremo di arrivare secondi. L’intera carriera a Roma? Sapevo che se fossi andato in un’altra squadra avrei vinto di più. È stata una scelta di testa, di cuore, di vita. Volevo vincere con me stesso restando qui".


Dopo la presentazione delle sue nuove scarpe il capitano della Roma Francesco Totti ha risposto a dieci domande sul sito ufficiale del club giallorosso: "L'esordio è stato il coronamento di un sogno. Quando Boskov ha chiamato il cambio, ho faticato a credere che toccasse a me. Esordire in serie A con la maglia della Roma, per un tifoso, è il massimo. In questi 24 anni il calcio è cambiato molto. Altri ritmi, altra intensità. Gradualmente il fattore fisico ha preso il sopravvento sulla tecnica, ma devo dire che adattarmi ai cambiamenti per me è stato un fatto naturale. L’esperienza negli ultimi anni mi ha aiutato tanto. Essere capitano significa incarnare i sogni di tanti bambini. Una grande responsabilità. Da piccolo avevo un sogno: attraversare un’intera carriera con l’unica maglia che ho amato. Non l’ho mai tradito. Roma è la città più bella del mondo. Ed è sempre pronta a sorprenderti con un vicolo, uno scorcio, un particolare. Da romano e romanista è stato un privilegio poter consumare la mia carriera qui. Certo, altrove avrei potuto conquistare più trofei. Ma la mia Champions è stata la fedeltà alla Roma. Il miglior calciatore inglese? Steven Gerrard. Un campione, un esempio. Ma anche Rooney ha fatto un percorso pazzesco. Forse il numero 10, oggi, non occupa più le zone del campo che copriva prima e probabilmente i movimenti sono cambiati. Ma io credo che nelle caratteristiche del fantasista ci sia anche quella di saper reinterpretare i ruoli e offrire nuove soluzioni di gioco. Mi sono preso cura di me stesso e soprattutto non mi sono mai arreso di fronte agli infortuni, anche seri, che mi sono capitati. La tenacia è stata decisiva. Lo Scudetto e il Mondiale? Sono emozioni diverse. Certo, per un romano vincere lo Scudetto con la maglia della Roma è qualcosa di indescrivibile. Ma anche il Mondiale in Germania ha rappresentato una vetta della mia carriera. Sono molto legato al gruppo che ha vinto a Berlino. I derby sono tutti speciali, se pensiamo all'attesa e alle emozioni che ti trasferisce la città. Certo, alcuni te li porti dentro per sempre, come quello del 3-1 nella stagione ’98-’99 o quello del pallonetto con la dedica a Ilary. Sono particolarmente legato anche a quello di due anni fa, non solo per la doppietta che ci ha permesso di pareggiare in rimonta, ma per la coreografia che mi vedeva in mezzo ai grandi capitani e alle bandiere che hanno vestito la maglia giallorossa".
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