Olanda in crisi, via Blind: al suo posto De Boer, Seedorf o Capello

27 marzo 2017 ore 10:02, Andrea De Angelis
C'era un tempo in cui il mondo del calcio andava a lezione dai tulipani orange dell'Olanda. Un tempo neanche troppo lontano, considerando che il fascino di quella nazionale di calcio è vivo ancora oggi. Eppure la squadra dalla maglia arancione è sempre apparsa negli ultimi tempi come l'eterna incompiuta, capace sì di arrivare magari alle semifinali di Europei o Mondiali, ma non in grado di alzare un trofeo che conta. Di portarlo a casa, come hanno fatto ad esempio Grecia (clamoroso, alla vigilia delle Olimpiadi) e Portogallo (la scorsa estate e anche in questo caso a sorpresa). L'Olanda però mai aveva toccato così il fondo come negli ultimi dodici mesi. 

Olanda in crisi, via Blind: al suo posto De Boer, Seedorf o Capello
RENDIMENTO DA INCUBO
L'Olanda con Danny Blind ha dunque raggiunto livelli mai visti? Più o meno. Perché la crisi olandese non può essere legata evidentemente solo a un uomo, anche se si tratta del commissario tecnico. Eppure i numeri parlano chiaro: in 17 partite sono 3 i pareggi per gli orange, 7 le vittorie e altrettante le sconfitte. Troppe per chi punta ad essere al vertice in Europa e tra le prime quattro al mondo. Così, dopo la sconfitta di 48 ore fa contro la Bulgaria, la federazione di calcio olandese ha deciso di esonerare l'allenatore che tanto aveva voluto alla guida della nazionale. Il motivo è semplice: distante sei punti dalla Francia capolista nel girone di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, adesso la squadra teme seriamente di non qualificarsi per la massima competizione calcistica. 

IL SUCCESSORE
Poche ore dopo la notizia, la stampa olandese ha già fatto scattare il totonomi per quanto riguarda il successore di Blind sulla panchina della nazionale. Il realtà c'è già un pretendente che sembra aver staccato tutti gli altri a livello di probabilità. Si tratta di un ex difensore degli orange, noto in tutto il mondo e conosciuto anche in Italia, non fosse altro per la breve e non certo positiva esperienza sulla panchina dell'Inter. Avete capito dunque di chi tratta: Frank De Boer. Ma non mancano neanche altre idee, come quella che porta a un altro ex di San Siro, questa volta sponda rossonera. Ovvero Clarence Seedorf. Infine l'idea più suggestiva, ma non certo semplice: portare in Olanda un certo Fabio Capello. L'obiettivo del settantenne allenatore italiano era di guidare la Russia ai Mondiali del prossimo anno, così ora potrebbe tentare un'ultima esperienza proprio in questo modo. Nell'ordine, però, sono più probabili le piste che conducono a De Boer e Seedorf. 

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RABBIA STROOTMAN
Tra i tanti che hanno mostrato rabbia e delusione per la sconfitta subita contro la Bulgaria c'è anche un volto noto al calcio italiano, tra i leader della Roma e della nazionale olandese. Si tratta di Kevin Strootman che dopo il fischio finale non ha certo nascosto il suo disappunto per la prestazione fornita da lui e compagni. "Siamo stati indegni di rappresentare la nostra nazionale, stiamo giocando male e io sono il primo. Non è colpa dell’allenatore, con lui abbiamo giocato anche buone gare. Dobbiamo vergognarci tutti, non è possibile che la nostra squadra tiri per la prima volta in porta al 44esimo minuto. Ora è giusto ricevere le critiche". Parole arrivate prima dell'esonero di Blind che, una volta saputo di essere giunto al capolinea della sua esperienza, ha detto: "Peccato concludere così, eravamo finalmente sulla strada giusta". 

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